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Lifestyle
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A molti il lockdown ha mandato in quarantena diversi aspetti della vita e provocato un senso generale di frustrazione, spaesamento, quand’anche depressione. Andare dallo/a psy – come si dice a Milano – è diventato spesso necessario per cercare un aiuto psicologico nel tentativo di recuperare almeno una parvenza di normalità.

Ma alcune cose non sono andate in quarantena neanche con la clausura, tipo l’arrapamento.

Anzi, se proprio a causa della chiusura forzata, alcuni hanno sperimentato un calo della libido, per altri invece il distanziamento fisico è stato davvero duro (sì, anche in quel senso).

Pensiamo a due categorie: le coppie rimaste separate (salvo quelle che hanno improvvisamente deciso di andare a convivere il giorno prima, in extremis) e i single.

Molti in coppia, seppur distanti, hanno avuto la chance di avere uno scambio col partner almeno in videochiamata e nei modi più fantasiosi (cene, aperitivi, anniversari, caffè… e ciaone agli spritz sui Navigli), ma per i single il lockdown ha significato avere la voce di Celine Dion in pieno All by myself fissa in loop nel cervello (salvo per quelli che hanno continuato, o cominciato, a usare dating app: tanto, più disagio di una pandemia cosa vuoi trovare di peggio su Tinder?).

C’è stato anche chi, avendo beccato qualcuno sulle app d’incontri, si è messo a fare sexting come se non ci fosse un domani, alla pari di chi invece si è prodigato nel ghosting. Alcune coppie sono pure scoppiate (e nella scala della merdaggine lasciarsi in lockdown è secondo solo a lasciarsi a San Valentino).

Che l’asticella dell’ormonella per una fetta di popolazione sia rimasta alta ce lo hanno dimostrato anche i dati.

Durante la quarantena, Pornhub – non fate finta di non sapere cosa sia, che vi vedo – ha registrato un incremento del 56% di traffico al sito proprio dall’Italia, anche perchè la piattaforma offriva l’abbonamento premium gratuito. Puoi vedere pornazzi gratis e vuoi non sfruttarlo? Con lo smartworking non c’è stato neanche il problema d’imboscarsi dalle incursioni improvvise del capo in ufficio. Per non parlare poi della possibilità di stare in mutande tutto il giorno, quindi bella lì.

Insomma diverse persone hanno scoperto che il binge watching non vale solo per Netflix, ma anche per i porno.

Qualcosa di simile è accaduto anche al mercato dei sex toys, che ha registrato un’impennata di vendite proprio durante il lockdown (Mysecretcase, ecommerce italiano, ha riscontrato un +50% nelle vendite). Utilizzati da coppie distanti che hanno provato a giocare a 50 sfumature di grigio da remoto, dai single chiusi nei monolocali milanesi (magari pure senza balcone dal quale poter cantare coi vicini), o da coppie conviventi interessate a un diversivo tra la pizza in delivery e Netflix, i giochi per il piacere sessuale hanno fatto irruzione nelle case di molti italiani.

A proposito di delivery, Glovo si è attrezzata per consegnare a Milano in tempi ridotti anche questa particolare categoria merceologica. Così, assieme alla pizza, che ti costa minimo 12€ (la margherita), e la cartaigienica (che al contrario delle penne lisce è sempre in cima alla lista della spesa), se ti gira la ciribiricoccola puoi farti recapitare anche un rabbit o un anello vibrante direttamente a casa, in poche ore.

La ricetta per la nuova normalità potrebbe allora essere pizza + Netflix + sex toy, tutto comodamente dal divano. Siamo la generazione dello zero sbatti, ammettiamolo. Taaac!

Articolo scritto da Marvi Santamaria, autrice del blog Match and the City


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