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Dopo 18 anni il Duomo di Milano torna visibile per intero: finito il maxi restauro

La Madonnina, la guglia maggiore e adesso anche il tiburio — la grande struttura ottagonale che sostiene e circonda la cupola — sono riemersi dopo quasi vent'anni di lavori e impalcature.
9 Giugno 2026

Chi passa in centro probabilmente se n’è già accorto alzando gli occhi verso il cielo: il Duomo di Milano è tornato finalmente visibile quasi per intero.

La Madonnina, la guglia maggiore e adesso anche il tiburio — la grande struttura ottagonale che sostiene e circonda la cupola — sono riemersi dopo quasi vent’anni di lavori e impalcature. Un’immagine che mancava dal 2008 e che restituisce ai milanesi uno dei panorami più iconici della città.

L’intervento, portato avanti dalla Veneranda Fabbrica del Duomo, è arrivato al termine dopo un lavoro lungo, complesso e decisamente impegnativo, sia dal punto di vista tecnico che economico.

Il Duomo di Milano torna a mostrarsi senza ponteggi

Per anni la parte più alta della cattedrale è rimasta nascosta dietro una fitta rete di impalcature. Prima la guglia maggiore e la Madonnina, poi il tiburio e la cupola. Adesso il colpo d’occhio è tornato quello che tutti ricordavano, o meglio… chiunque abbia più di 18 anni.

L’ingegnere Francesco Canali, direttore dei cantieri della Veneranda Fabbrica del Duomo, ha confermato che i lavori di restauro sono terminati. Un traguardo importante che arriva al termine di un intervento da circa 20 milioni di euro, destinato a garantire la conservazione di uno dei monumenti più visitati e amati d’Italia.

Tiburio del Duomo

Un restauro tra i 60 e gli 80 metri d’altezza

Dietro questa operazione c’è stato un cantiere letteralmente sospeso nel vuoto.

Le maestranze hanno lavorato tra i 60 e gli 80 metri d’altezza, intervenendo sia all’esterno sia all’interno della cattedrale. Phiiiiga! Sopra l’altare maggiore era stato installato un enorme ponteggio sospeso, agganciato alle strutture esterne attraverso le finestre del tiburio. Una soluzione necessaria per permettere al Duomo di continuare a ospitare celebrazioni religiose e accogliere i suoi circa 3,5 milioni di visitatori all’anno.

La struttura interna è considerata un piccolo capolavoro di ingegneria: una gigantesca impalcatura a forma di croce sospesa nel vuoto, studiata per lasciare libera l’area sottostante.

Numeri impressionanti

Il restauro aveva due obiettivi principali. Il primo riguardava il consolidamento statico dell’intero complesso architettonico. Tra cupola, tiburio, gugliotti e guglia maggiore si arriva a un peso complessivo di circa 3.600 tonnellate, equivalenti a 1.800 automobili.

La sola cupola occupa una superficie di quasi 1.000 metri quadrati, mentre il tiburio esterno supera i 1.300 metri quadrati. Numeri che aiutano a capire la complessità di un intervento realizzato a decine di metri dal suolo, in uno dei punti più delicati dell’intera struttura.

L’altro grande obiettivo riguardava la conservazione dei materiali.

Negli anni il celebre marmo di Candoglia si era ricoperto di depositi, polveri e della classica patina scura causata dall’inquinamento e dal passare del tempo.

Grazie al restauro, le superfici esterne hanno recuperato gran parte del loro aspetto originario. Anche all’interno della cattedrale il lavoro è stato enorme. Sopra l’altare maggiore sono state restaurate sessanta statue che, in alcuni casi, non erano mai state oggetto di interventi conservativi.

Il fumo delle candele le aveva progressivamente annerite fino quasi a renderle invisibili tra le decorazioni della volta. Dopo la pulitura e il restauro, le statue sono tornate leggibili e luminose.

Restano ancora sei mesi di lavori all’interno

Chi entra oggi nel Duomo potrebbe però notare che qualcosa manca ancora.

La gigantesca impalcatura sospesa all’interno della cattedrale è infatti ancora presente e la sua rimozione richiederà diversi mesi. Secondo le stime della Veneranda Fabbrica servirà circa mezzo anno per completare questa fase.

L’operazione è tutt’altro che semplice: il ponteggio è composto da circa otto chilometri di tubi d’acciaio e dovrà essere smontato pezzo per pezzo attraverso un delicato sistema di funi, pesi e contrappesi. La conclusione definitiva del cantiere è prevista entro l’autunno.

C’è da dire che il tiburio era già stato restaurato negli anni Sessanta, quando alcuni pilastri avevano mostrato segni di cedimento strutturale. L’intervento appena concluso nasce invece da una logica diversa: quella della manutenzione programmata.

Prendersi cura del Duomo prima che emergano problemi gravi permette infatti di preservare nel tempo un monumento unico al mondo. E forse è proprio questa la notizia più importante.

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