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A Milano è nato il “muro della gentilezza”: vestiti, giubbotti e libri appesi in strada per chi ha bisogno

Si chiamano wall of kindness – muri della gentilezza – e sono nati intorno al 2015, tanto che oggi si trovano già in svariate città del mondo e sono entrati a far parte integrante della morfologia urbana. Ora anche Milano ha il suo. Perché per far grande una città ci vuole (anche) un grande cuore.Il […]

Si chiamano wall of kindness – muri della gentilezza – e sono nati intorno al 2015, tanto che oggi si trovano già in svariate città del mondo e sono entrati a far parte integrante della morfologia urbana. Ora anche Milano ha il suo. Perché per far grande una città ci vuole (anche) un grande cuore.

Il muro milanese, inaugurato martedì 7 gennaio, appartiene a un edificio sito in via Nono – zona Monumentale, a pochi passi dalla Fabbrica del Vapore – ed è stato ristrutturato proprio per diventare, oltre che più bello, anche gentile, accogliendo le libere donazioni di oggetti di prima necessità destinati alle persone più disagiate, elargite dai milanesi più generosi e sensibili alle iniziative solidali. A volerlo e, soprattutto, realizzarlo, il collettivo Tempio del Futuro Perduto, giovane organizzazione milanese già attiva sulla Fabbrica del Vapore, che a ottobre scorso, per divulgare le proprie idee e promuovere i progetti dal taglio inequivocabilmente benefico, si era resa protagonista di un gesto altrettanto altruistico offrendo colazioni e aperitivi agli automobilisti bloccati nel traffico. L’obiettivo – spiegano – è di restituire a tutti il proprio futuro perduto, coinvolgendo i ragazzi, e non solo, nelle iniziative come questa. Quando accadrà, questo posto si chiamerà soltanto Tempio del Futuro”.

E la corsa alla solidarietà tra i milanesi non si è fatta attendere: in meno di 48 ore la parete gentile, che ha le sembianze di un guardaroba – ma anche di una biblioteca a cielo aperto – è stata presa d’assalto da tanti cittadini che hanno accolto con entusiasmo e partecipazione la bellissima iniziativa, che permette di lasciare abiti, scarpe, coperte, libri, oggetti e qualsiasi altro bene utile contribuendo così a dare un aiuto concreto e dignitoso a chi possiede poco, se non niente.

Una fondamentale particolarità di questo singolare centro di raccolta è certamente la sua fruibilità h24, e anche in questa scelta si cela la delicata attenzione dei suoi ideatori che, in questo modo, preservano anche la rispettabilità di coloro che vogliono chiedere aiuto e accettarlo con discrezione.

Speriamo che l’esempio meneghino, così ben accolto fuori e dentro il capoluogo, faccia da apripista per analoghe apprezzabili operazioni su altre piazze, vie e naturalmente muri d’Italia.

Su alcuni di quelli già esistenti campeggia questa scritta: “se non ne hai bisogno lascialo, se hai bisogno prendilo”: un invito a dare e ricevere molto opportuno, perché rende questi supporti anche un punto di unione di coscienze appartenenti a condizioni molto differenti.

Articolo scritto da Mariateresa Falqui

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