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Un bel gesto, che però non sta piacendo a tutti. Fino al 15 marzo, e quindi per tutto il periodo più freddo, il mercato coperto Giambellino di largo Balestra 3 è utilizzato di giorno come normale market con bancarelle di frutta, verdura, carne e pesce; di notte è diventato un ricovero per i clochard. A deciderlo è stata la Direzione Welfare e Salute del Comune, che fa capo all’assessorato guidato da Lamberto Bertolè (in cover), dopo le ricognizioni svolte dall’Area Edilizia Socio Assistenziale e dall’Area Gestione Impianti. La Direzione ha quindi valutato che il mercato coperto Giambellino fosse adatto ad ospitare - di notte persone - senza fissa dimora nell’ambito del Piano Anti Freddo. Ci sta, bella cosa.

Palazzo Marino stava cercando da un po' nuovi spazi per ospitare i clochard durante la notte, in modo da offrire loro un po' di riparo e sicurezza. "Il Piano freddo – ha spiegato Bertolé – è un dispositivo salvavita che ha come primo obiettivo quello di offrire un riparo dalle rigide temperature a chi non ha una casa, ma allo stesso tempo può essere occasione per avviare relazioni e percorsi di reinclusione con chi, spesso da anni, si trincera dietro un muro di diffidenza. Un'offerta che si è rafforzata nel tempo e che oggi è costruita in maniera strutturale, grazie anche alla preziosa collaborazione con il Terzo settore. Anche quest’anno chiediamo il supporto dei milanesi perché ci segnalino le persone in difficoltà e ci aiutino ad attivare interventi tempestivi e più efficaci. Il numero 0288447646, messo a disposizione dal Comune, è attivo h24, tutti i giorni dell’anno".

Tutto bene quindi? Nì, perché alcuni residenti della zona non gradiscono il riutilizzo del mercato come dormitorio per i senzatetto. Su PartecipaMi è stata inviata una lettera al Presidente di Municipio 6, Santo Minniti e allo stesso Lamberto Bertolé per lamentare la nuova iniziativa. "Il Giambellino ha molte vicende nella sua storia di cui parlare. Sicuramente è un quartiere in cui l’associazionismo è molto attivo - si legge nella lettera di Gianluca Gennai - tuttavia, ci sono oggi delle circostanze che fanno riflettere su come s’intenda la partecipazione pubblica, soprattutto per chi parla di partecipazione come veicolo democratico fondamentale tra i Cittadini e gli Organi di Governo. Al netto delle prospettive di utilizzo delle strutture comunali, il quartiere si domanda quale sia il destino del mercato coperto. La cittadinanza si sta organizzando in un comitato contro il suo riutilizzo come dormitorio, prospettato dall’assessore al Welfare Dott. Lamberto Bertolé. Al tal proposito c’è già una discussione in corso e i cittadini si riservano azioni di protesta. Si spera che l’assessorato voglia incontrare la cittadinanza prima di prendere decisioni che potrebbero non piacere ai più, soprattutto guardando via Rombon a Lambrate, dove il mercato verrà riaperto dalla Sogemi nel rispetto degli intenti del Comune di Milano di una città dei quartieri in cui tutto sarà a 15 minuti di distanza dalle abitazioni e di ridare vita ai luoghi che rendono vivo un quartiere".

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