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A Milano ha aperto La Rue, un ristorante che sul menù ha un solo piatto (così non perdiamo tempo)

Il La Rue di Corso Garibaldi promette di rivoluzionare le abitudini in città: un solo piatto e prezzo fisso. Chissà...
9 Ottobre 2025

Presente quella vertigine che vi coglie davanti al menù del ristorante, quando c’è troppa scelta e finite per ordinare il primo piatto della lista o l’ultimo su cui vi è caduto l’occhio? Ebbene, qualcuno ha pensato di risolvere il problema alla radice e di farvi venire le vertigini al contrario: un piatto solo! Si chiama La Rue, è in Corso Garibaldi 79 e alla prima settimana di apertura ha avuto fissa la coda fuori. Sì, perché per occupare uno dei 90 coperti non si può prenotare, solo pazientare… E certo, a noi Imbruttiti aspettare fa ruotare parecchio gli zebedei, perché chi aspetta non fattura, ma il tempo poi lo recuperiamo quando ci troviamo davanti al menù: un piatto solo. Minchia, meglio di così.

Chi odia la carne se ne faccia una ragione, qui si mangia solo entrecôte. Al massimo si può chiedere il livello di cottura: ben cotta, media, al sangue. Dopodiché si aspetta la sequenza di piatti già definita: insalata verde, manzo tagliato fine con salsa segreta, patate fritte a pioggia. Pochi dubbi anche sul prezzo, fisso a 35 euro compresi acqua, coperto e bis. Paghi di più solo per il vino e il dolce.

Da dove nasce l’idea

Ispirato al format francese Le Relais de l’Entrecôte, La Rue mette un po’ di Francia nel nome (che però richiama inevitabilmente il meno elegante Simba LaRue) e punta a rivoluzionare le abitudini meneghine valorizzando implicitamente uno dei valori cardine della città: il bisogno di fare in fretta e, quindi, benedire ogni cosa che fa risparmiare tempo. E il risparmio di tempo è un valore anche per i proprietari: meno indecisioni, meno dubbi sul costo, più clienti serviti in meno tempo e, soprattutto, in un tempo certo che al momento si attesta intorno ai 45/60 minuti. “Il monopiatto a Milano è il futuro” è il motto che ripete una socia dell’impresa, Vivia Francesca Guarducci Antinori (Viendalmare).

Attualmente la media giornaliera dei pasti serviti è di 350, che potrebbero aumentare se i 90 coperti attuali diventassero 150 con l’apertura del dehors. Attenzione promessa anche a vegani e vegetariani che si avventurano in questo tempio del peccato: per loro insalata doppia e patatine. “Studieremo qualcosa ad hoc“, promette Guarducci Antinori… ma viene anche da chiedersi se ce ne sia bisogno: che senso ha pensare a una fascia di clientela che vorrebbe non avessi mai aperto?! Immancabile la promessa di essere anche eco-friendly con alcuni target precisi: far crescere del 60% gli ingredienti provenienti da fornitori locali, ridurre del 15% gli sprechi in cucina, mantenere sotto il 50% i rifiuti solidi riciclati o compostati.

Gli inventori de La Rue scommettono che il fenomeno prenderà piede a tal punto da aver già in mente il locale per la versione da asporto o da passeggio dell’entrecôte: “La Baguette“, che come suggerisce il nome sfornerà il tipico pane francese farcito con la carne, la salsa top secret e le patatine. Così, in caso servisse un ribattino dopo cena o un rinforzo veloce.

A parte qualche spacciatore di patate e arrosticini, non troviamo altre proposte così estreme nei locali della città, ma non è detto che qualcuno non segua l’esempio, almeno dal punto di vista di una bella sforbiciata ai menù. Un indagine di leggimenu.it su 10.000 ristoranti ha dimostrato infatti che la digitalizzazione del menù favorisce ordini più veloci (l’85% delle ordinazioni avviene in meno di 5 minuti) e aggiornamenti rapidi della lista delle pietanze. Quindi, per limitare ulteriormente gli errori e migliorare l’efficienza, semplificare l’offerta è una strada sensata. Certo, non vorrei essere nel cuoco che si ritrova davanti sempre lo stesso piatto da preparare. Magari ha uno psicologo già compreso nel contratto.

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