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La metro M1 arriverà fino a Baggio, si potrà arrivare in Duomo in 20 minuti

Il nuovo tratto sarà lungo 3,3 chilometri, e includerà tre nuove stazioni — Parri-Valsesia, Baggio e Olmi — portando la Linea Rossa sempre più vicino ai quartieri periferici.
24 Febbraio 2026

Milano continua ad allargarsi. Non solo con nuovi quartieri o torri che spuntano ovunque, ma anche — finalmente — sotto terra. Da mercoledì 25 febbraio iniziano ufficialmente i lavori per il prolungamento della linea M1 da Bisceglie fino a Baggio, uno degli interventi infrastrutturali più attesi nella zona sud-ovest della città. Un progetto destinato a cambiare concretamente la quotidianità di migliaia di persone che oggi Milano la vivono, sì, ma spesso dopo sbattimenti infiniti tra autobus e traffico.

Il nuovo tratto sarà lungo 3,3 chilometri, completamente interrato, e includerà tre nuove stazioni — Parri-Valsesia, Baggio e Olmi — portando la Linea Rossa sempre più vicino ai quartieri periferici e ai comuni della cintura urbana.

Quartieri (davvero) più vicini al centro

Non si parla solo di Baggio, ma anche di Valsesia, Olmi, Muggiano, Mengoni e delle aree limitrofe come Cesano Boscone, Settimo Milanese e Cusago, territori densamente abitati che da anni aspettano un collegamento diretto con il centro città.

Per numero di residenti questa area è seconda solo al bacino della Brianza – ha spiegato Marco Granelli, assessore alle Opere pubbliche –. Qui vi sono i popolosi quartieri di Baggio, Valsesia, Olmi, Muggiano, Mengoni (Parco dei Fontanili) e gli adiacenti comuni di Cesano Boscone, Settimo Milanese, Cusago oltre alla connessione della statale 114 con la tangenziale per l’ingresso in città delle auto provenienti da Cisliano, Albairate, Abbiategrasso. Solo considerando i residenti in un raggio 1.500 metri intorno alle tre stazioni, il bacino di utenti è di circa 60mila persone che per effetto del prolungamento della M1 si avvicineranno alla città: da Olmi a Duomo ci vorranno 21 minuti, sono 8,8 chilometri lineari, così come da Duomo a Molino Dorino, la fermata della metropolitana in città più distante dal centro”.

In sostanza, quartieri che oggi sembrano periferia piena diventeranno molto più connessi alla vita quotidiana milanese. E quando il Duomo dista poco più di venti minuti, cambia tutto: lavoro, studio, tempo libero e persino la percezione della City.

Meno traffico e milioni di passeggeri in più

Secondo le stime del Comune, le tre nuove fermate porteranno circa 7,5 milioni di passeggeri all’anno sulla M1, con effetti diretti anche sul traffico urbano e sugli spostamenti quotidiani.

I passeggeri della M1 che useranno le tre stazioni saranno 7,5 milioni all’anno – ha aggiunto Arianna Censi, assessora alla Mobilità – con un notevole risparmio di tempo per i loro spostamenti ma anche di traffico per tutto il bacino. Con la nuova tratta vi è una riduzione delle percorrenze private su gomma pari a 14,8 milioni chilometri di traffico dei quali l’85% per le sole auto. Saranno invece 3,5 milioni gli spostamenti in metropolitana aggiuntivi ogni anno. A vantaggio della mobilità sostenibile saranno potenziati anche i percorsi ciclabili per raggiungere le fermate. Notevoli i vantaggi anche in termini di impatto ambientale: un risparmio totale netto di oltre 3.500 tonnellate di Co2 equivalente all’anno”.

Come verranno realizzati i lavori

Il prolungamento partirà dall’attuale asta di manovra della stazione Bisceglie e sarà realizzato quasi interamente con tecnologia TBM, la famosa “talpa”, scelta per limitare al massimo gli impatti in superficie nei quartieri coinvolti. La macchina scaverà da ovest verso il centro partendo dal cantiere Pertini in via Cusago e verrà estratta una volta raggiunta la zona Parri.

Le nuove stazioni sorgeranno a circa sedici metri di profondità, mentre alcune strutture tecniche arriveranno anche oltre i venti metri sotto il livello stradale. L’intervento complessivo vale 362 milioni di euro, finanziati da Stato e Comune di Milano, e sarà realizzato dal Raggruppamento Temporaneo di Imprese composto da Eteria Consorzio Stabile insieme a Ghella e C.M.B., con la direzione lavori affidata a MM S.p.A.

I tempi previsti parlano di circa cinque anni e mezzo di lavori, ai quali seguiranno i collaudi prima dell’apertura definitiva della tratta.

Dove sorgeranno le nuove fermate

Le tre nuove stazioni avranno un ruolo strategico per tutta l’area ovest. Parri renderà accessibile la metro sia dal quartiere Valsesia sia dall’area verde del Parco dei Fontanili, avvicinando di fatto anche Cesano Boscone alla rete metropolitana. La fermata di Baggio sorgerà invece alle spalle dell’edificio di Poste Italiane, mentre Olmi collegherà meglio anche Muggiano grazie a nuovi percorsi pedonali e ciclabili pensati per facilitare l’accesso alla linea.

Non solo metro: parchi, verde e sport di quartiere

Accanto ai lavori sotterranei è prevista una profonda riqualificazione delle aree in superficie. L’idea è trasformare gli spazi attorno alle stazioni in luoghi vissuti e non semplici ingressi della metropolitana. Sono previste nuove piantumazioni, interventi di depavimentazione e de-impermeabilizzazione dei suoli e la creazione di ampie aree verdi accessibili alla cittadinanza.

Nel complesso nasceranno oltre centomila metri quadrati di prati, nuovi alberi, aree gioco e spazi attrezzati, insieme a rastrelliere coperte per biciclette e soluzioni paesaggistiche pensate anche per ridurre il rumore urbano.

Particolarmente importante sarà l’intervento nell’area degli Olmi, dove il nuovo giardino avrà anche una forte vocazione sportiva grazie alla riqualificazione del Centro Sportivo AICS: campetti da basket, skate park, pista da corsa, palestra outdoor e una parete per arrampicata trasformeranno la zona in un vero punto di aggregazione per il quartiere.

Con questo prolungamento la Linea 1 arriverà a contare 43 stazioni per circa 32 chilometri complessivi, confermandosi uno degli assi principali della mobilità milanese. Per chi vive nella parte ovest della città, la prospettiva è semplice ma decisiva: meno tempo sui mezzi, meno traffico e un centro che smette finalmente di sembrare lontanissimo. Anche nelle mattine più imbruttite.

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