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Ecco quanto costa ogni anno il restauro del Duomo di Milano (e come si può contribuire)

Milan l’è un gran Milan, ma cosa sarebbe senza la Madunina o – peggio – il Duomo?Per fortuna non dobbiamo neanche pensare a questa ipotesi, perché da secoli ormai c’è chi si occupa di tenere la Cattedrale sempre in forma, anche se questo significa avere un cantiere aperto un giorno sì e l’altro pure. Stando […]

Milan l’è un gran Milan, ma cosa sarebbe senza la Madunina o – peggio – il Duomo?

Per fortuna non dobbiamo neanche pensare a questa ipotesi, perché da secoli ormai c’è chi si occupa di tenere la Cattedrale sempre in forma, anche se questo significa avere un cantiere aperto un giorno sì e l’altro pure.

Stando a quanto scrive Il Giorno, è dal 1387 che la Veneranda Fabbrica affronta restauri continui e per farlo, già da qualche anno chiede l’aiuto di tutti, anche dei normali cittadini.

Questo non significa che ci siano milanesi armati di stucco e caschetto che si arrampicano fra le guglie, ma che è possibile per tutti fare delle donazioni.

Dal 2012, per esempio, anno in cui è stato lanciato il progetto Adotta una guglia, sono stati raccolti circa 7 milioni di euro, di cui 700mila dal popolo meneghino, si legge su Repubblica.it.
Il resto è merito di grandi aziende, come Esselunga e Mapei. Quest’ultima ha adottato una guglia sul lato Nord, la cui statua in cima raffigura un Santo con volto giovanile.

C’è da dire che l’80% delle spese è sostenuto dalla Veneranda Fabbrica, che ogni anno spende 30 milioni di euro per consentire alla gente di tutto il mondo di ammirare la Cattedrale, le sue guglie e la vista dall’alto.

Anche perché la superficie del Duomo non è mica quella del cortile di un oratorio. Si tratta di 8.600 metri quadrati di opera d’arte, che in quanto tale merita un restauro praticamente ininterrotto. Solo dal 2010 al 2016 sono stati spesi 194 milioni di euro.

Ecco perché Fedele Confalonieri, Presidente della Veneranda Fabbrica, ha chiesto l’aiuto di tutti, specie di altre aziende che possano seguire l’esempio di Mapei, che oltre ai 150mila euro per l’adozione della guglia ha messo in atto una collaborazione con la Fabbrica per «l’individuazione e la sperimentazione di nuovi materiali che possano rivelarsi più idonei per il Duomo e per le sue esigenze. Il nostro auspicio è che anche altre aziende, in particolare lombarde, possano seguire l’esempio di Mapei che contribuisce anche mettendo a disposizione la propria esperienza e professionalità».

Credit immagine di copertina

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