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Dà il cellulare alla figlia di due anni per giocare: lei compra un divano online

Lo sappiamo molto bene: gli smartphone e la tecnologia hanno rivoluzionato la vita di tutti.Non solo quelle di noi adulti, ma anche quelle dei bambini. Perché se prima i più giovani passavano i pomeriggi a giocare a Campana nel cortile di casa, adesso i vari tablet, smartphone e chi più ne ha più ne metta […]

Lo sappiamo molto bene: gli smartphone e la tecnologia hanno rivoluzionato la vita di tutti.

Non solo quelle di noi adulti, ma anche quelle dei bambini. Perché se prima i più giovani passavano i pomeriggi a giocare a Campana nel cortile di casa, adesso i vari tablet, smartphone e chi più ne ha più ne metta sono quasi sempre il passatempo preferito.

E nel caso della protagonista di questa vicenda, anche un passatempo decisamente costoso.

Isabella McNeil è la madre di una bambina di 2 anni. Quando alcuni giorni fa sua figlia le ha chiesto di poter giocare con il suo smartphone, Isabella non si sarebbe certo aspettata che quel gioco le sarebbe costato 400 euro.

Perché smanettando con il telefono della madre, la piccola ha acquistato su Amazon un divano che costava proprio 400 Euro, utilizzando la formula Acquista con un clic.

Tra l’altro, la donna non se ne è neanche accorta subito, perdendo così la possibilità di annullare l’ordine. Isabella infatti ha realizzato il piccolo scherzetto solo quando il corriere l’ha avvisata dell’imminente recapito del pacco.

A quel punto era troppo tardi per annullare tutto. Una volta ricevuto, la donna ha provato a rispedire il divano al mittente, constatando che le sarebbe costato 150 euro di spedizione. Anche la seconda opzione, ovvero quella di metterlo in vendita online, non ha portato i risultati sperati.

Per fortuna ci ha pensato Amazon a risolvere il guaio della piccola. Dopo aver saputo dell’accaduto, l’azienda di commercio elettronico americana ha provveduto a restituire alla donna 400 euro, lasciandole addirittura il divano in omaggio.

Insomma, tutto è bene quel che finisce bene.

Articolo scritto da Francesca Solazzo

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