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Dai, quante volte ci è successo di andare al ristorante, in pizzeria, al fast food e di lasciare qualcosa nel piatto? Non perché non ci piacesse, attenzione, ma semplicemente perché ci sentivamo troppo sazi per continuare. Lasciare del cibo intonso ancora nel piatto, però, è brutto per almeno tre ragioni: primo, lo spreco alimentare. Come ci diceva la mamma da piccoli per obbligarci a mangiare la verdura, pensa che c’è gente che muore di fame. Secondo, la grana. Spendi dei bei soldini per regalarti uno spaghetto alle vongole seguito da un bel frittino e lo devi lasciare lì? No, dai. Terzo motivo: vuoi mettere il piacere che si prova, il giorno dopo, a non dover pensare a cosa cucinare perché ci sono ancora gli avanzi del ristorante? Ovviamente ci sono anche gli impavidi che provano a portarsi via i rimasugli del piatto, sudando freddo per nascondere un pezzo di pane nella borsa con il terrore di farsi vedere dai camerieri o dagli altri clienti. Chissà perché tutta ‘sta ansia poi, visto che si tratta di cibo che abbiamo regolarmente pagato.

Insomma, tutto ‘sto preambolo per prepararvi a una (possibile) buona notizia. La doggy bag, ovvero il sacchetto o la scatolina con il cibo avanzato, potrebbe diventare obbligatoria anche in Italia. Già, perché nel Belpaese meno del 20% dei frequentatori dei ristoranti richiede un contenitore per portare a casa gli avanzi. In altre nazioni, da questo punto di vista, sono più avanti: in Francia da quattro anni è in vigore una legge che obbliga i locali a lasciare ai clienti che lo richiedono, all’interno di una confezione, il cibo rimasto nel piatto. La parola doggy bag rimanda al cibo avanzato da portare al cane, ma chiaramente è solo un’espressione usata per comodità: il 90% di chi la richiede non ha un amico a quattro zampe.

La doggy bag, chiamata anche food bag, potrebbe quindi diventare obbligatoria grazie a una petizione lanciata dagli organizzatori del Festival del Giornalismo Alimentare di Torino su Change.org, che ha raccolto migliaia di firme. La petizione chiede che sia presentata una proposta in Parlamento per rendere obbligatorio in tutti i locali il cestino degli avanzi, realizzato con materiali riciclabili e con chiare indicazioni sulla conservazione. Sembra però che un provvedimento sia già in preparazione sulla scrivanie della Commissione Agricultura della Camera. Prevede di “intervenire a livello culturale e fare in modo che il consumatore perda l’imbarazzo di chiedere di portare a casa il cibo avanzato”. Sperem.

Articolo scritto da Wendy Migliaccio


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Il Milanese Imbruttito