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Questa imminente fase 2 sta creando parecchio scompiglio, perché molti di noi non hanno realmente capito cosa si potrà fare e come si potrà farlo. Con chi, dove e per quanto tempo. Un capitolo molto delicato è quello dedicato ai ristoranti che dovrebbero riaprire il primo giugno. Con quali modalità potranno garantire il distanziamento sociale, e quindi la sicurezza di personale e clienti, è ancora un mistero.

Sicuramente gli ingressi e i coperti saranno ridotti, ma come si potrà mantenere la distanza tra i vari tavoli? Qualcuno ha parlato, come per le spiagge, di utilizzare separatori in plexiglass. Decisamente poco romantici e un tantino claustrofobici, ma potenzialmente utili. Chi però non è d’accordo con questa soluzione è lo chef per eccellenza, Carlo Cracco. Collegato telefonicamente alla trasmissione di Radio Rai Un giorno da pecora, l’ex giudice di Masterchef ha parlato della fase 2 e dei progetti in atto nel suo ristorante per garantire la sicurezza contro il Covid-19. “Il mio ristorante sarà chiuso fino al primo giugno a meno che non ci siano novità, forse qualcosa in più si poteva fare ma bisogna seguire le indicazioni del governo – ha spiegato Cracco, che però su un punto ha le idee molto chiare – Il plexiglass nel ristorante? No, piuttosto chiudo”.

Effettivamente soluzioni di questo tipo in un ristorante stellato facciamo fatica a immaginarle, ma è anche vero che forse il buon Carlo può permettersi di restare chiuso qualche settimana in più rispetto a tanti altri ristoratori che, pur di tornare a guadagnare, accetterebbero anche di separare i tavoli con sgradevoli muri trasparenti.

Per lo chef, insomma, c’è un’unica soluzione: “Al ristorante solo riduzione dei coperti? Credo di sì, non vedo altre barriere che si possono frapporre tra il cliente e il personale. È difficilissimo, già sarà una situazione strana perché la voglia di andare al ristorante non sarà tantissima. Stiamo venendo fuori da una guerra. Il problema principale è quello economico, non so quanti avranno voglia e possibilità di andare al ristorante come prima”.

Intanto anche Cracco, come tanti ristoratori, sta puntando sulle consegne a domicilio: “Facciamo il delivery, lavoriamo con il negozio on line, cerchiamo di sopravvivere e non farci venire la malinconia”. E a chi gli chiede di quale piatto avrebbero bisogno ora gli italiani, lo chef non ha dubbi: “Bollicine per tutti. Di mangiare non abbiamo bisogno, abbiamo mangiato anche troppo in questi due mesi. Bisogna godersi un po’ di più i momenti, andare al ristorante e prendersi una pausa. Credo sia più che altro la voglia di stare insieme e di condividere”.

Sull’improvvisa passione per la cucina che sembra aver colpito gli italiani, e il rischio quindi che non abbiano più voglia di andare al ristorante, Cracco non si fa troppi crucci: “Questo è un falso problema, tra qualche mese avranno tutti la gastrite…”. Cioè Carletto, non ti fidi delle nostre capacità culinarie? Mah, forse fai bene…

Articolo scritto da Wendy Migliaccio


Il Milanese Imbruttito