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Cari Imbruttiti, la bella stagione sta per finire. Gli sbatti sono tornati per tutti, ma il meteo potrebbe ancora regalare qualche scampolo di weekend soleggiato. Categorica quindi un’ultima gita fuori porta!

Siamo ad Abbadia Lariana, su quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno di manzoniana memoria. In pratica a pochi chilometri da Lecco. Un’ora di macchina da Piazza Duomo. Prima che partano le solite critiche: un’ora da Milano lo dice Google, non noi!

Dopo aver posteggiato l’auto con un po’ di fatica – possono essere utili skill di parcheggio creativo – ci arrampichiamo lungo il piccolo borgo, alla ricerca delle indicazioni per il Sentiero del Viandante.

Si tratta di un itinerario che costeggia tutta la sponda lecchese del lago. Il nome è relativamente recente: nel 1992 l’Azienda di promozione turistica del lecchese completò il recupero e il ripristino dei vari tratti del percorso. Ci troviamo sul primo cammino a essere certificato dal Touring Club Italiano nel 2020, come fa sapere Wikipedia.

Il Sentiero del Viandante ha una lunghezza complessiva di circa quarantacinque chilometri. Ovviamente va percorso a tappe. Le intersezioni tra il percorso e la linea ferroviaria Lecco-Colico consentono anche un ritorno in treno al punto di partenza. Insomma, c’è da consumare le suole. Per tutti i gusti e i tipi di escursionisti.

Noi abbiamo deciso di percorrere il primissimo tratto che parte proprio da Abbadia Lariana. Siamo arrivati a Mandello del Lario. A parte la salita iniziale, poi il percorso si affronta in scioltezza. Su e giù immersi nel verde, godendo d’incantevoli panorami.

Ci siamo fermati ad ammirare la splendida Chiesa di San Giorgio. Secondo la tradizione, la chiesa venne fatta costruire nel tredicesimo secolo, per volere di un crociato di ritorno dalla Terra Santa. Secondo un’altra leggenda, sarebbe sorta sul rifugio di un monaco appartenente all’ordine dei Templari. Non sappiamo a chi credere tra tradizione e leggenda. Nel dubbio entriamo. Gli affreschi meritano uno sguardo!

Mentre ci godiamo la vista lago, veniamo a sapere che il Manzoni non è stato l’unico letterato a interessarsi di queste zone. Proprio sul sentiero che stiamo percorrendo è ambientato un romanzo: in La Strada del Viandante di Pietro Pensa (ed. Cairoli, Como, 1984) vengono narrate vicende di queste montagne ai tempi di San Carlo Borromeo.

Saremo pure dei viandanti e questo è il nostro sentiero, ma il contapassi sta continuando ad aumentare e bisogna tornare indietro a riprendere l’auto. Decidiamo quindi di girare i tacchi per rientrare ad Abbadia Lariana. Un po’ di chill out in riva al Lario è d’obbligo!

Qui, se arriverete come noi all’ora del tramonto, potrete anche decidere di spararvi un aperitivo vista lago che nulla ha da invidiare ai migliori sunset balneari.

Tra un sorso di Mojito e una boccata d’aria fresca già stiamo organizzando il prossimo giro sul Sentiero. Mappa dell’Ufficio Turistico sul tavolo e planning.

Si potrebbe fare la tappa che congiunge Lierna a Vezio, scegliendo tra la variante alta verso il piano di San Pietro, oppure la variante bassa per stare più vicini al lago fino alle sorgenti del Fiumelatte (che deve il suo nome al percorso ripido e scosceso che trasforma le sue acque in schiuma bianca). I due percorsi si congiungono nell’incantevole borgo di Varenna.

Altrettanto interessanti sembrano i sentieri da Lezio a Dervio e ancora sino a Piantedo, tra paesini sul lago (Corenno Plinio ad esempio), boschi, santuari, borghi e montagne. Insomma, per vedere tutto bisogna pianificare bene!

Ergo, se trasformandovi in viandanti vi sentirete per qualche istante ancora in vacanza, sarà anche merito dei nostri consigli. Perché l’Imbruttito si conferma il king delle gite fuori porta. Anche a fine stagione!

«Quand’io visitai la prima volta queste rive (quanti anni son già!) non c’era modo di venire da Lecco a Colico se non colle barche. Alle terre che sono messe a scanceria sulla sua riva sinistra, non camminavasi che per viottoli sassosi, dirupati; ed anche nell’interno da casa a casa arrivavasi per strade, graficamente indicate dal nome di scalotte. Chi mi avesse allora detto che da Lierna, da Varenna, da Bellano passerebbe un giorno le bare e i velociferi, quando a mala pena vi si reggevano i muli!» [C.Cantù]

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