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Storia dell’ex banchiere che dalla City di Londra si è trasferito in Brianza per produrre marmellate

Avete mai visto il film degli anni ’80 dal titolo Baby boom?Nella pellicola una donna in carriera, interpretata dalla mai banale Diane Keaton, lascia New York per trasferirsi nel Vermont e prendere in affido la figlia del cugino tristemente mancato. Morale della favola? Dopo un’iniziale diffidenza, la donna finisce per innamorarsi del Vermont, avvia un’attività […]

Avete mai visto il film degli anni ’80 dal titolo Baby boom?

Nella pellicola una donna in carriera, interpretata dalla mai banale Diane Keaton, lascia New York per trasferirsi nel Vermont e prendere in affido la figlia del cugino tristemente mancato. Morale della favola? Dopo un’iniziale diffidenza, la donna finisce per innamorarsi del Vermont, avvia un’attività di marmellate artigianali e sfancula allegramente la carriera newyorchese. 

Se togliete dall’equazione l’elemento più drammatico della vicenda, la storia che vi raccontiamo oggi è praticamente identica: sostituite New York con Londra e il Vermont con la Brianza e il gioco è fatto. 

Nel ruolo di Diane Keaton? Andrea Tagliabue, 32 anni, ex trader finanziario della city londinese che ha scelto di mollare tutto per ritornare a casa e avviare la propria produzione di frutti rossi e marmellate. 

“Per 4 anni ho lavorato come trader nel mondo bancario londinese. Lì tutti impazzivano per i prodotti italiani. Ho realizzato una grande verità, che chi vuole fare impresa deve tenere presente: noi abbiamo tutti, gratis, un marchio fortissimo, il Made in Italy. Se facciamo un prodotto eccellente e lo esportiamo, le possibilità di successo sono alte”.

Francamente non avremmo potuto dirlo meglio. Uno spot per il made in italy fantastico, e tutto senza neanche bisogno di fare una foto alla Ferragni. 

Sull’onda di questa consapevolezza, Andrea decide di tornare in Italia nel 2017 e, probabilmente inspirato dal padre e dal suo orto, decide di lanciarsi in una nuova avventura professionale: 

“Ho fatto un corso di agricoltura, dove ho provato una marmellata artigianale con miele e lamponi. Una folgorazione. Ho moltiplicato le mie piante, ho preso della terra in affitto, a Besana. Un ettaro, prima, poi un altro mezzo ettaro. Non è poco, considerato che i frutti di bosco, fragole e lamponi, si raccolgono a mano. Lavoro da solo, con l’aiuto di mio padre. “Non sei nato agricoltore”, mi dicevano! Cerco, leggo, studio, mi documento sul Web. E faccio sbagli”.

Da lì è poi arrivata la produzione di composte, con sede in Valtellina, da oltre 25000 barattoli l’anno. Missione compiuta? Macché, siamo solo all’inizio. Andrea è già al lavoro per aggiungere un laboratorio di produzione in azienda e un punto vendita e ristoro.

Consigli per il successo? 

“L’Italia è il Paese più bello del mondo. Non ostinarti in professioni dove c’è troppa concorrenza: fai cose semplici, che possono essere apprezzate. Sii determinato, fatica per il tuo progetto. I risultati arrivano”.

Beh, che dire, con tutte le startup giargianata che affollano il mercato del lavoro, è bello vedere finalmente un ragazzo italiano con le idee così chiare. 

Come dite? Merito dell’esperienza all’estero? Non saprei. 

Vivo a Londra da cinque anni e l’idea migliore che mi è venuta è quella di aprire un locale pianobar a Soho nella speranza che questi inglesi bifolchi imparino Gli anni di Max Pezzali. 

Che dite? Meglio le marmellate?

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