Gli universitari americani – ma siamo sicuri che la cosa riguardi buona parte della Gen Z – amano farlo in 3 o in 4. Eh?! Sì, avete letto bene, solo che due sono esseri umani e gli altri due sono i loro smartphone. Ah, direte, cercano robe zozze per eccitarsi un po’! Macché. Rispondono ai messaggi e scrollano i social mentre fanno sesso. Lo dice un sondaggio condotto su 100.000 studenti dai 18 anni in su tramite le app social YikYak e Sidechat. Il sondaggio è riportato anche dal New York Post e così gli diamo retta.
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Partiamo dalla buona notizia. Dopo voci insistenti sul fatto che non sc*p*assero più, il sondaggio mette tutti tranquilli sugli studenti universitari americani, che si darebbero parecchio da fare: non abbiamo idea del rendimento accademico, ma sicuramente in fatto di flirt ci danno dentro. Solo che… niente, dipendenti dallo schermo come sono, anche mentre dovrebbero essere travolti dall’ormone sentono il bisogno della dopamina da scrolling.
Circa 35.000 degli intervistati ammette di aver tirato fuori il… dispositivo per inviare un whatsappino veloce o per guardare un video di TikTok durante il rapporto (speriamo anche più di uno, a questo punto, vista la durata dei video). Non è chiaro se anche il partner abbia fatto lo stesso, o in contemporanea, o prima o dopo, ma probabilmente sì.
Poi c’è una notizia che rende i ventenni americani uguali ai ventenni di tutte le generazioni: il 23% di loro ha confessato (quindi ci sono anche quelli che non hanno confessato) di aver fatto sesso con il proprio partner mentre il compagno di stanza era presente. Va beh, questo succede da tempi immemori, non ci stupiamo nemmeno noi. Non viene precisato, peccato, se il compagno o la compagna di stanza partecipasse, dormisse… o stesse al telefono pure lui/lei.
Ci sorprende (e ci rincuora) invece che il 72% degli intervistati ha detto di aver incontrato di persona il proprio partner attuale o più recente. Quindi no chat, no app… Alla vecchia!
Da un certo punto di vista i risultati del sondaggio sembrano contraddire le affermazioni secondo cui la Generazione Z si troverebbe in una fase di “recessione sessuale” (wtf?!), ma a ben vedere il motivo sono differenze nella stessa generazione. Molti di coloro che ora hanno tra i 22 e i 34 anni sono andati all’università e hanno iniziato a lavorare da remoto, per colpa della pandemia: quindi zero socializzazione e mega sbatti riguardo al sesso.
Quelli intervistati oggi all’Università ci vanno di persona, quindi hanno tutti gli sgami e i benefici di quella sana interazione animale che non teme né odori, né sapori (nel dubbio lavatevi sempre, comunque). La tendenza, però, sarebbe invertita da poco, perché appena l’anno scorso il National Survey of Family Growth ha riportato che i tassi di “sexlessness” (diminuita sessualità, asessuatezza… va beh, ci siamo capiti: non c’hanno voglia) stavano aumentando da costa a costa tra gli adulti tra i 22 e i 34 anni, con il 10% degli uomini e il 7% delle donne che affermavano di essere ancora vergini.









