Chiudi video
close adblock Il Milanese Imbruttito

Disabilita l'adblock

Ué grandissimo! Ti piace leggere i nostri articoli?
Allora non fare il giargiana, disabilita l’adblock
(così fai girare l’economia, taaac)!

close adblock Il Milanese Imbruttito

Ti ho beccato Giargiana!

Disabilita l’adblock (così fai girare l’economia, taaac)!

Ok

News
intelligenzartificiale

Il film Lei (Her) da tempo ci ha messo la pulce nell'orecchio su quanto l'intelligenza artificiale potrebbe ricoprire un ruolo centrale - e fondamentale - nella vita di tutti i giorni. I recenti progressi tecnologici nell'umanizzazione dei bot non fanno altro che dar addito alla cosa. In un futuro prossimo, infatti, sorpresa sorpresa, potremmo riuscire a comunicare con i defunti grazie a Microsoft. Più o meno.

Una nuova tecnologia brevettata dal colosso renderebbe infatti possibile assottigliare il velo tra i due mondi.

Ancora però non è sicuro se verrà rilasciata. Questo perché, per entrare in contatto con i nostri cari passati a miglior vita, non servirebbero strambe sedute spiritiche su Zoom, ma della pura e semplice condivisione di dati personali.

Gli algoritmi di apprendimento automatico dell'intelligenza artificiale necessiterebbero dunque di aver accesso a foto, vocali, mail, post social della persona con cui si intende comunicare, per poter ricreare e impersonare il defunto in tutto il suo splendore, comportamenti, voce e abitudini comprese. Solo così si creerebbe un chatbot realistico.

Brividi: pericoli, sanità mentale e buon senso a parte, la spigolosa questione della privacy, l'eventuale etica e legalità, sono gli unici bastoni fra le ruote di Microsoft, che, altrimenti, avrebbe già rilasciato questa tecnologia.

Citando Simba: "Io rido in faccia al pericolo". Leggendo qui, però, c'è ben poco da ridere.

Seguici anche su Instagram, taaac!


Vai all'articolo precedenteIndietro
Il Milanese Imbruttito