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Raga, domandone. Voi vi sentiti apprezzati dal vostro capo? Ve lo domandiamo perché recentemente negli States si è celebrata la National Employee Appreciation Day, la giornata dedicata all’apprezzamento dei dipendenti. Un modo per celebrare le colonne portanti delle aziende, a maggior ragione in un periodo storico segnato dal fenomeno delle Grandi Dimissioni, con il crescente bisogno da parte dei lavoratori di cambiare job e cambiare vita. Stando al report Recognition in the Workplace, negli Stati Uniti un dipendente su 2 (52,5%, quindi più della metà) non si sente sufficientemente apprezzato dal proprio capo, mentre 4 su 10 (41%) non avvertono riconoscenza da parte dei propri colleghi. Houston, abbiamo un problema.

Ok, il sondaggione riguarda gli yankee, ma dubitiamo seriamente che in Italia stiamo messi meglio. Faremo un check dei vostri commenti social, giusto per snasare un po' la situation e capire se vi sentite apprezzati o meno nel vostro ambiente di lavoro. Riconoscere il valore di chi lavora per noi è estremamente importante, e non solo per un ovvio moto umano. Anche cinicamente, se vogliamo. Apprezzare i propri dipendenti fa bene alla salute dell'azienda stessa. Il 69% dei lavoratori statunitensi lavorerebbe con maggiore impegno nel caso in cui i propri sforzi fossero presi maggiormente in considerazione. Inoltre, secondo Unleash, portale HR, i dipendenti non apprezzati hanno il doppio delle probabilità di licenziarsi. Te capì?

Ora, come si fa a ridurre questa insoddisfazione generale? Secondo Business Insider la risposta è la cultura aziendale: è necessario realizzare un ambiente di lavoro inclusivo attraverso azioni mirate ed efficaci. Bisogna proprio metterselo in agenda come obiettivo fondamentale. "Lo scenario attuale impone agli imprenditori nuovi standard circa l’investimento e lo sviluppo del proprio capitale umano in azienda – afferma Gianmaria Monteleone, CEO e founder di Senso e di Younitestars – Dobbiamo smettere di cercare talenti altrove e preoccuparci di iniziare a sviluppare quelli che abbiamo in casa: per questo, fin dall’inizio del nostro percorso, abbiamo dato assoluta centralità all’argomento, riconoscendo quello che definiamo come human value. Fin dal processo di selezione scendiamo in campo per far comprendere ai candidati la sfida per la quale si sono proposti. Una volta acquisito il talento, ogni passo successivo diventa una priorità del piano strategico aziendale".

E come si fa, quindi, a migliorare la situa della propria azienda? In quella del Monteleone "Abbiamo abbandonato l’idea di gerarchia per definire vere e proprie isole del benessere, ovvero gruppi di persone che vivono il rapporto aziendale secondo le proprie regole. Il tutto è arricchito da benefit, vantaggi e responsabilità adeguate al raggiungimento dei risultati". Gli esperti sono tutti d'accordo, non riconoscere ai propri dipendenti il loro valore può essere un autogol clamoroso. Alessandro Sancino, professore di Management presso l’Università di Milano Bicocca, lo ha confermato: "Attrarre e mantenere i talenti, dimostrando anche apprezzamento nei loro confronti, è un compito assai difficile. Da esperto del settore, consiglio di disegnare un lavoro flessibile che preveda un assetto misto dal punto di vista della presenza fisica. Inoltre, ogni anno vanno assegnati ai professionisti responsabilità di progetti che consentano loro di migliorarsi e di imparare. Al tempo stesso, è fondamentale curare il benessere del personale anche nella vita privata, garantire fast track di carriera per personale ad elevato potenziale e comunicare l’intenzione di attrarre e sviluppare talenti nella propria mission".

"L’impresa che perde un talento rischia di assistere a un effetto domino: per questo motivo le strategie di retention basate sulla riconoscenza sono diventate centrali nelle politiche HR", ha ribadito Lucia Marchegiani, professore associato di Organizzazione Aziendale e HRM presso l’Università degli Studi di Roma Tre. "Raccomando a tutte le organizzazioni un’impostazione delle politiche con al centro la persona nell’ottica di migliorare l’employee experience. Oggi le imprese devono agire su leve inedite per attrarre i nuovi talenti. Per le realtà aziendali, essere attrattive significa ripensare e prospettare l’esperienza di lavoro come integrata in un progetto di vita e di sviluppo personale e professionale. Sarà vincente l’attenzione al benessere organizzativo e alla responsabilità sociale".

Che poi, se i dipendenti sono contenti, fanno anche una bella pubblicità all'azienda. Ci avete mai pensato? "Non sottovaluterei la capacità delle persone di pubblicizzare la personale esperienza dell’impresa. Un individuo che si trova bene in un’organizzazione è in grado di influenzare anche altri collaboratori. Più un’impresa è in grado di ingaggiare e motivare, più risulta efficace nell’attrarre talenti", è la conferma di Franco Gnocchi, professore di Sviluppo Organizzativo e Leadership Development presso l’Università Europea di Roma, ambito psicologia del lavoro. Ora, facciamo una prova. Qui sotto vi mettiamo i 10 consigli più rilevanti tratti dalle considerazioni dei big esperti per mantenere i propri talenti e attrarne di nuovi attraverso l’arma della riconoscenza. Fateci sapere se, da dipendenti, ritrovate queste azioni nella vostra azienda e, da capi, se le avete o meno già messe in pratica. Vamos!

1) Organizzare corsi di formazione al fine di perfezionare le skill dei professionisti, dimostrando attenzione e apprezzamento nei confronti del loro talento;

2) Costruire ambienti in base ai gusti dei collaboratori, stimolando così il raggiungimento di risultati;

3) Disegnare un modello flessibile nella gestione dei tempi e delle responsabilità;

4) Conferire, anno dopo anno, responsabilità sempre più grandi ai dipendenti, mettendo così in risalto l’apprezzamento verso il loro percorso di maturazione in azienda;

5) Garantire fast track di carriera nei confronti del personale a elevato potenziale;

6) Dare centralità all’attrazione e allo sviluppo di talenti nella mission e nella comunicazione aziendale;

7) Costruire il proprio team, puntando su un purpose capace di motivare i professionisti all'azione e di riconoscere i traguardi tagliati da loro stessi;

8) Ristrutturare la cultura aziendale, focalizzandola su benessere organizzativo e responsabilità sociale;

9) Regalare, di comune accordo con i collaboratori, un giorno libero a seconda dei risultati raggiunti;

10) Rendere nota l’esperienza dei propri dipendenti per rinforzare la brand identity dell’impresa.

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