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Affittare casa a Milano per i giovani è una follia: per una casa minuscola può partire anche metà stipendio

Recenti studi hanno rivelato che i prezzi degli affitti sono aumentati rispetto a un anno fa, e pure rispetto al pre Covid. Per una camera singola ci vogliono oltre 600 euro al mese, per un monolocale (fatiscente) anche più di mille euro

Sei un under 35 che desidera affittare casa a Milano? Bro, un abbraccio e tanta solidarietà. Per giovani lavoratori, studenti, stagisti e precari, trovare una dimora nella City infatti è impossibile, a meno che non si metta in conto di regalare metà stipendio (se va bene) solo all’affitto dell’appartamento. Che, nella maggior parte dei casi, è un buco che manco il monolocale di Pozzetto ne Il ragazzo di campagna, presente?

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Una scena de Il ragazzo di campagna

Sapevamo già che a Milano gli affitti sono carissimi, niente di nuovo, ma l’ultimo rapporto di Immobiliare.it Insights, divisione specializzata in studi di mercato, ci ha messo davanti numeri ancora peggiori di quelli che ricordavamo. Per una camera singola nella City ci vogliono oltre 600 euro al mese, cioè il 20% in più rispetto a un anno fa e l’8,2% in più rispetto ai livelli pre-Covid. Figa. A luglio 2022 per gli immobili residenziali in affitto sono stati richiesti in media 20,08 euro al metro quadro, con un aumento dell’11,56% rispetto al 2021. Una situazione che mette in difficoltà soprattutto i tanti giovani che non possono ancora contare su uno stipendio sicuro o importante, e che magari non sono ancora in coppia e quindi non possono dividere le spese. “Per un bilocale di 40 metri quadrati nel quartiere Giambellino mi hanno chiesto 900 euro al mese (spese escluse) e per un altro di 35 metri quadrati alla fine di via Savona 1.300 euro (sempre senza spese)”, si è lamentata Claudia Greco, 31enne from Catanzaro iscritta alla facoltà di Scienze della Formazione Primaria e insegnante di sostegno a Milano, scrivendo sulla pagina “Appartamenti & stanze in affitto Milano”, come riportato da Repubblica. “A San Siro, poi, per un piccolo appartamento in via Harar volevano 1600 euro al mese e addirittura mille euro per una casa di 45 metri quadrati a Corsico, fuori Milano”. E questo è solo un esempio eh.

Una situa confermata anche dal consueto rapporto sulle stanze in affitto di Idealista, secondo cui il primato di città più cara per i fuorisede va senza grandi sorprese a Milano dove servono 500 euro per una stanza. “Il ritorno dell’attività economica e il rientro degli studenti universitari in presenza hanno spinto la domanda, che ha dovuto fare i conti con un’offerta che è diventata anche più esigua per il fatto che molti immobili sono finiti nel mercato short-term quindi nel mercato turistico”, ha spiegato al Sole24Ore Vincenzo De Tommaso, responsabile dell’Ufficio studi di Idealista”. Come sottolineato da WILL, vivere in affitto a Milano costa in media il 49% dello stipendio. Il problema è che i livelli retribuitivi attuali difficilmente consentono di poter sostenere le spese folli degli affitti meneghini, e costringono a scegliere case spesso minuscole e scomode, lontane dai luoghi di lavoro e studio.

Normalmente, come spiegato nel corso di un’intervista a idealista/news da Isabella Tulipano di SoloAffitti, la spesa del canone di affitto non deve incidere più del 40% sul reddito disponibile. Quindi, esempio, chi guadagna 1.500 euro netti al mese dovrebbe affittare un immobile per un massimo di 600 euro al mese. In questo senso esiste la cosiddetta regola delle 40 volte che permette di valutare la relazione fra stipendio e affitto. Bisogna cioè dividere lo stipendio annuo netto per 40, destinare il risultato che viene fuori al pagamento del contratto di locazione dell’abitazione. Ergo, chi guadagna 20mila euro nette al mese dovrebbe pagare max 500 euro mensili. Bella regoletta, ma quanto può essere fattibile a Milano? Già lo sapete: zero.

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