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Sta per aprire il Certosa Food District con 20 nuovi locali alla moda e green

Alcuni dei locali (caffé, ristoranti, spazi per il dopocena) arriveranno a breve, gli altri entro il 2026. Tutti risponderanno ai nuovi trend della ristorazione: flessibilità, dehors e spazi verdi. Al centro la filosofia di naturalità, territorialità e impegno sociale.

Un nuovo place to be nella City. In zona Certosa sta per aprire il Certosa Food District, un distretto dedicato al food e alla ristorazione dinamica, indipendente e di ricerca. E pure un ulteriore passo nell’ampio obiettivo della riqualificazione immobiliare della zona. In questo distretto prenderanno posto 20 nuovi locali food entro il 2026, di cui 5 già entro la fine del 2023. L’idea è quella di “creare il distretto del cibo autentico, dei ristoratori, degli chef e degli imprenditori che amano la stagionalità, rispettano prodotti e ambiente e fanno anche tanta ricerca”, come riferito da Vincenzo Giannico, direttore generale di RealStep, la società immobiliare che si sta occupando dello sviluppo del distretto (credit della foto in cover). “Abbiamo un’idea molto precisa dei ristoratori che aderiranno al progetto: non si tratta di trovare insegne di tendenza, ma imprenditori del food che vogliano sposare una certa filosofia di naturalità, territorialità e impegno sociale“, ha aggiunto. Ottimo.

I locali che faranno parte di questo nuovo distretto food (quindi ristoranti, caffè e spazi per il dopocena) avranno metrature dagli dagli 80 ai 900 mq. I primi spazi sono già operativi “per accogliere i ristoratori che condividono la nostra filosofia, animata da una visione a basso impatto ambientale e concentrata sui principi di efficienza energetica e di attenzione alla qualità di vita e lavoro delle persone”, come spiegato da Stefano Sirolli, ceo di RealStep. Tanto per capirci, i primi locali che apriranno a brevissimo saranno Crosta (forno e pizzeria di Simone Lombardi e Giovanni Mineo), Loste Café (bakery di Lorenzo Cioli e Stefano Ferraro) e Lafa (cucina araba e mediorientale). L’idea è di mettere su una roba fighetta, con esponenti di spicco della ristorazione (anche internazionale). Un po’ come si fa a Parigi, Copenhagen e New York.

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“Vogliamo creare il distretto del cibo autentico – ha precisato ancora Giannico –, dei ristoratori, degli chef e degli imprenditori ossessionati dalla materia prima e dalla ricerca, attenti a stagionalità e ambiente. Tanto che nei contratti di affitto dei locali sono incluse clausole relative a sostenibilità, stagionalità e naturalità“. Abbiamo capito, quindi, che il green sarà il vero protagonista del distretto: la maggior parte dei locali che apriranno sono certificati Leed Gold (certificazione legata alla sostenibilità ambientale) e rispondono ai nuovi trend del mondo ristorativo: flessibilità, dehors e spazi verdi. Tutto molto figo. Il Certosa Food District fa parte del più ampio progetto di Certosa District, che oltre allo sviluppo immobiliare (e a breve quello enogastronomico) è stato acceso ultimamente anche da eventi e mostre. Insomma, c’è situazione.

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