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Non benissimo per Gianluca Vacchi: la sua catena di kebab in perdita di quasi 2 milioni di euro

Perché Kebhouze non funziona? Colpa forse di una comunicazione poco riuscita: ricordate l'ideona di distribuire preservativi davanti ad una scuola media?

Ahi ahi ahi Gianluca Vacchi. Mr Enjoy, il super imprenditore e re dei social, deve fare i conti con un down non indifferente che riguarda la Kebhouze Srl, catena di kebab di cui è socio maggioritario e nella quale il Vacchi ha investito (attraverso la sua Cofiva Holding) 2,1 milioni di euro. Ecco, il progetto non sta andando benissimo: come riportato da Affari italiani, qualche giorno fa la società ha riunito i soci per ammettere che le perdite accumulate fino ad oggi di 1,9 milioni di euro (1,3 milioni la perdita del 2022, 387mila euro di perdite portate a nuovo e 264mila euro di passivo accumulati nei primi due mesi di quest’anno) hanno ridotto il capitale di un milione di oltre un terzo. Pesante. Per mettere una pezza e ripianare il passivo si è dovuto allora azzerare le riserve, ridurre il capitale da un milione a 264mila euro e poi ricostituirlo sempre a un milione. For dummies: bella menata.

Al di là delle preoccupazioni del Vacchi, il pensiero va subito ai 112 dipendenti italiani della catena, che si sentiranno un po’ sul chi va là. In ogni caso, dal sito ufficiale sembra che la catena goda di ottima salute, anzi: dopo Milano, Roma, Ibiza, Venezia, Torino, Bergamo e Taranto, Kebhouze aprirà anche a Londra, in Oxford Street. Della serie, crederci sempre. Quando il kebabbaro del Vacchi è nato, nel 2021, Mr. Enjoy era bello gasato: “Quando mi hanno descritto il progetto, ho colto immediatamente l’enorme potenziale del format: nel 2021 è molto difficile avere un’idea così innovativa in un settore maturo come quello del food”, spiegò Gianluca. Da Kebhouze si può trovare un kebab in due versioni, di pollo 100% italiano o di black angus, quest’ultima novità nel mercato del kebab, lanciata proprio dalla catena di Vacchi. Il menù offrirà anche burger di kebab, caesar salad e fritti a pioggia, come i nuggets, i chicken popcorn, gli onion rings e le patatine fritte.

“C’è un problema di diffidenza verso il kebab, lo avevo anche io. Dopo aver assaggiato il kebab per la prima volta in vita mia alle nostre prove food, mi sono reso conto che in realtà non c’è un piatto più semplice di questo: piadina, carne e qualche condimento a scelta. Ovviamente ho richiesto che ogni ingrediente e materia prima utilizzata siano di massima qualità“, spiegò due anni fa il Vacchi. Come mai – quindi – il progetto Kebhouze non sta decollando? Pare che, una volta svanita l’iniziale euforia data dalla popolarità social di Mr. Enjoy, la catena non sia riuscita a correre con le proprie gambe. Colpa probabilmente anche di una strategia di comunicazione poco riuscita: ricordate l’ideona di distribuire preservativi davanti ad una scuola media?

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