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A Milano il biossido d’azoto nell’aria è quattro volte oltre i limiti: ecco il punto più inquinato

Le concentrazioni di biossido di azoto (NO2) superano la soglia di guardia indicata dall’OMS sia il limite di legge imposto dalla Direttiva europea sulla qualità dell’aria, cioè 40 microgrammi per metro cubo. A dircelo è la campagna di rilevazione condotta dall'associazione Cittadini per l'Aria in collaborazione con Legambiente

Milano e inquinamento continuano ad andare molto d’accordo, senza manco una crepa, una litigata, un conflitto. Nada. E così l’aria, nella City, è ancora tristemente irrespirabile, con concentrazioni di biossido di azoto (NO2) che superano abbondamentemente sia la soglia di guardia indicata dalle nuove linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sia il limite di legge imposto dalla Direttiva europea sulla qualità dell’aria, cioè 40 microgrammi per metro cubo. A dircelo è la campagna di rilevazione condotta dall’associazione Cittadini per l’Aria in collaborazione con Legambiente: il monitoraggio è stato condotto dal 4 febbraio al 4 marzo da più di mille cittadini. I risultati? Eh…

La media di concentrazione mensile di biossido d’azoto a Milano è di 47 microgrammi per metro cubo d’aria, quindi superiore al limite di 40. Purtroppo ci sono concentrazioni particolarmente alte intorno alle scuole: il primato (in negativo) va all’istituto comprensivo Ciresola, con valori medi fino a 68.8 mg/m³. Male malissimo anche il Tommaso Grossi di via Colletta (63.4 mg), l’Ermanno Olmi-Leopardi (60.2) e il Di Vona-Speri (62.4). Ma c’è un botto di biossido di azoto anche intorno alle scuole d’infanzia di viale Corsica 94 (57 mg/m³) e di via Venini 7 (55.9). Figa, poveri nani. “I dati – spiega Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’Aria – indicano che a Milano la situazione non è in miglioramento: abbiamo continuamente picchi di rilevamento estremamente alti, con concentrazioni altissime. Abbiamo gran parte della popolazione che vive sulle arterie di traffico, che è esposta a concentrazioni che sono fino a 6 o 7 volte quello che l’OMS dice essere il limite che si dovrebbe rispettare per tutelare la salute umana”.

E volete sapere qual è il punto peggiore della City? L’ingresso del tunnel di via Spoleto, sotto i binari della Stazione centrale, “un passaggio ciclopedonale che conduce a una scuola, di lì passano ogni giorni tantissimi bambini”, come spiegato dalla Gerometta. Cambiare strada subito, tassativo. Pure chi se la cammina per le vie dello shopping deve sapere che respira alte concentrazioni importanti di NO2: in corso Buenos Aires e corso 22 Marzo si registrano 61.3 mg/m³, in corso Magenta 52.7 e in via Senato 62.4 microgrammi di biossido d’azoto per metro cubo. Bleah. Anche se la media delle concentrazioni nella città metropolitana risulta pari a 41 mg/m³ e dunque inferiore a Milano città, non si risparmiano valori da record in negativo a Monza (via Manzoni) con una media mensile di 59.1, a Gallarate (in via XX Settembre) con 52.7, a Legnano, nel centralissimo Corso Italia (61.3 mg/m³) e Segrate, accanto alle case con 66.7. Fuori dall’area milanese, si segnalano altre criticità come, ad esempio, a Como – in Via Varesina – dove si sono misurati 64.5 µg/m³. E allora, che si può fare per migliorare la situa?

Beppe Sala, dal canto suo, ci sta provando aumentando i costi di parcheggi e Area C, anche se non tutti pensano sia una buona idea. “Area B e Area C non bastano — il commento di Anna Gerometta — bisogna ridurre le deroghe, eliminare il dispositivo MoveIn e soprattutto realizzare la città a 30 chilometri orari”. Intervenire, comunque, è fondamentale. “Il biossido d’azoto, oltre ad essere di per sé responsabile di decine di migliaia di morti premature in Europa, contribuisce alla formazione di altri inquinanti pericolosi per l’uomo: il particolato fine (PM2.5) e, soprattutto nelle stagioni calde, l’Ozono. È infine risaputo che ad elevate concentrazioni di NO2 si accompagnano altri agenti tossici per la salute, come il black carbon e idrocarburi policiclici aromatici (IPA)” spiega Cittadini per l’Aria. No good.

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