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Volevate una notizia clamorosa? Di quelle che "OMG non lo avrei mai detto"? Ok, ma non oggi. Oggi vi facciamo sapere che chi vuole studiare a Milano e magari anche viverci bè, è auspicabile che abbia alle spalle una family con un bel po' di grana. A dircelo è un sondaggio dell'Udu (Unione degli universitari) con Cgil e Sunia, che ad oggi ha coinvolto 5.300 universitari in tutta Italia e circa 700 su Milano. Il risultato non sorprende, anche perché l'argomento è caldissimo e ampiamente dibattuto, ma comunque fa riflettere. Cioè, metà dei fuorisede in affitto a Milano (53%) ha un ISEE superiore a 30mila euro. Chi invece non ci sta dentro deve rinunciare a vivere nella City, e rassegnarsi ad una vita da pendolare da Pavia, Monza o Bergamo, ad esempio.

Il 53% degli studenti che ha risposto al questionario ha quindi un Isee superiore ai 30 mila euro, ma c'è anche uno studente su tre che supera i 50 mila. Del resto ci sarà un motivo se il 52% degli studenti di Milano cerca una stanza singola: se la può permettere. Come riportato anche da Corriere, si scopre che sette studenti milanesi su dieci in affitto hanno ammesso di essersi sbattuti parecchio per trovare l'alloggio giusto, e di questi il 45% si ritiene soddisfatto. Non come il ragazzo che viveva nel micro monolocale, ricordate? A fargli compagnia un 21% di ragazzi che - per varie ragioni - si sono dovuti accontentare di una soluzione che però gli crea parecchie menate. Troppo lontana, troppo piccola, troppo condivisa e via dicendo.

Ecco perché il 38% degli studenti già si è fissato come proposito di settembre: "Trovare un'altra casa per il nuovo anno accademico". Non è facile, già lo sappiamo e sappiamo pure perché: uno studente su 3 (29%) ha dichiarato di "essere in seria difficoltà a pagare canoni, spese condominiali e bollette", ma va detto che c'è anche un buon 37% che non ha alcun problema, proprio grazie all'ISEE di cui abbiamo parlato poco fa. Good for you!

Che si può fare però per chi non ce la fa a vivere nella City? L'assessore alla Casa Pierfrancesco Maran sostiene il canone concordato, "strumento purtroppo ad oggi poco utilizzato: in città ci sono solo un migliaio di contratti di questo tipo". Qualcosa, però, potrebbe cambiare: a luglio Città metropolitana insieme ai comuni, i sindacati e le associazioni di piccoli proprietari immobiliari, hanno sottoscritto un accordo per rimetterci mano, suddividendo la città in 5 fasce e fissando per ognuna un limite minimo e massimo per l’affitto. In sostanza gli studenti potranno avere affitti più fattibili, e i proprietari godranno di un'aliquota ridotta dal 21 al 10% e un’aliquota agevolata per l’Imu dello 0,73%. Altrimenti chi non ha abbastanza cash per affittare senza sbatti, deve continuare a spararsi giornate intere sui mezzi. Vi ricordate no di Ilaria, la ragazza diventata nota per la protesta in tenda davanti al Politecnico?

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