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Triggerare, ecoansia, memare e gli altri neologismi da conoscere per non sembrare un boomer

Il Devoto Oli, il più diffuso vocabolario della lingua italiana, ha aggiunto oltre 400 nuove parole, utili per raccontare i cambiamenti culturali e sociali del presente.

A sentirle certe volte potrebbe partire subito un’orticaria fortissima (anzi, un trigger), eppure tocca accettarlo. Il vocabolario si è ufficialmente arricchito di nuove parole. E non un vocabolario a caso eh, ma l’autorevolissimo Devoto Oli, il più diffuso vocabolario della lingua italiana pubblicato da Le Monnier. Nella versione 2024 sono state aggiunte oltre 400 nuove parole, utili per raccontare i cambiamenti culturali e sociali del presente. Dietro c’è un lavorone cominciato nel 2021, necessario per approfondire ambiti semantici differenti, in modo da cogliere anche la nuova sensibilità generale su temi quali il genere o la discriminazione. Alcune di queste new entry probabilmente le conoscete, molte le avete sentite nominare ma “ehy, mi sfugge il significato”, altre vi dicono zero. Visto che però non vogliamo fare la figura dei boomer con figli, compagni, amici e colleghi, facciamo un recap di alcuni dei neologismi accolti dalla Devoto Oli.

Partiamo da triggerare. Impossibile non averlo sentito o letto, i social sono pieni di trigger, triggerato, e coniugazioni varie. Ma sapete cosa significa, sì? Il Devoto Oli ci spiega che deriva dall’inglese trigger e significa “Provocare una reazione, in particolare mediante uno stimolo che induce una persona a rivivere una precedente esperienza traumatica”. Sui social la parola viene usata spesso per manifestare schifo, disgusto, scaz*o, rabbia e altri infelici stati d’animo innescati da una situazione o da qualcuno. E se vi triggera il trigger, pace.

Ecoansia è già più facile, una parola figlia di questi strani tempi. Indica la sensazione di paura che si prova pensando al cambiamento climatico e ai possibili disastri legati al riscaldamento globale. Della serie: nuova ansia sbloccata.

Permacrisi, giusto per mantenerci sul viale dell’ottimismo, indica invece una “condizione di crisi permanente, che si concretizza in una continua successione di stati d’emergenza”. E dopo l’IT Alert è subito permaansia.

Interessante Razzializzare, cioè “interpretare o rappresentare concetti, fatti, relazioni, ecc. sulla base di fattori biologici assunti a criterio di differenziazione e discriminazione sociale: razzializzare un conflitto, un dibattito”. Manca Giargianizzare, ma attendiamo fiduciosi.

Entomofobia è una parola nuova, anche se racconta di una paura vecchia come il mondo: quella per gli insetti. C’è poi anche Glamping (sicuro si sono decisi ad aggiungerla dopo i nostri articoli sul tema), cioè un “soggiorno all’aria aperta e a stretto contatto con la natura, analogo al campeggio, ma con servizi confortevoli e sistemazioni anche lussuose, che generalmente sono offerti da un albergo”. Ma indica anche semplicemente “La struttura o l’area attrezzata per questa forma di soggiorno”.

Il vocabolario fa chiarezza anche su termini usati per discriminare, ed è così che trova spazio Fat shaming, parola inglese che indica la discriminazione subita dalle persone curvy o sovrappeso, o semplicemente giudicate tali.

Curiosi di scoprire altri neologismi? E allora vi sta salendo l’Hype, altra parolina appena entrata di diritto nel Devoto Oil. “Nel linguaggio del marketing, l’insieme delle strategie pubblicitarie messe in atto per creare nel pubblico una forte aspettativa per un evento che sta per verificarsi o verso un prodotto di cui si attende il lancio sul mercato”. Nel mondo dei social, invece, essere in hype significa “essere al centro dell’attenzione o delle aspettative del pubblico”. Sicuro avrete sentito o letto il nuovo verbo Memare, aka “trasformare un’immagine o una fotografia in un meme, apponendovi didascalie o frasi umoristiche”.

Ebbene sì, merita l’ingresso anche il verbo Shippare: “nel linguaggio giovanile e dei social network, auspicare una relazione sentimentale tra due persone, soprattutto famose, di cui si rileva la compatibilità caratteriale”. Per i boomer: voi shippavate Dylan e Brenda o Dylan e Kelly? E poi ancora Underdog, cioè lo sfigato che all’inizio di una competizione (sportiva ma anche no) viene dato per perdente e invece poi trionfa, sovvertendo i pronostici.

No no, per favore, non Quittate dall’articolo. Pardòn, intendevamo dire, non uscite. La parola infatti è un’inglesismo entrato ufficialmente nel gergo della Gen Z che invece di dire “Oh raga, io me ne vado” preferisce “Oh raga, io quitto”. Figa che trigger.

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