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Grande hype per l’esordio in borsa di Birkenstock e invece… male male

L'azienda si è presentata sul mercato con un prezzo di 46 dollari per azione: i suoi titoli però hanno chiuso il loro attesissimo primo giorno in borsa a 40,2 dollari, il 12,6% in meno. Ma non è colpa di Birkenstock, che continua a fatturare alla grande.

Ah le Birkenstock, accessorio prefe dei radical (e non solo). Da quando poi è uscito il film Barbie (qui la nostra recensione, se ve la foste persa) sono diventate – se possibile – ancor più oggetto di culto. Specialmente l’iconico modello Arizona, avete presente no? L’apparizione delle Birkenstock nella pellicola di Greta Gerwig – pensate – ha portato ad un aumento delle vendite del 110%. E questo nonostante siano e siano sempre state oggettivamente bruttine. Dai, bisogna ammetterlo su. Ma è la moda, bellezza, e il nome spesso conta molto di più dell’obiettività estetica. Per quanto siano deliziosamente comfy eh, va detto, e anche piuttosto versatili. Benissimo col bermuda e pure col jeans, a contrasto ma cool col vestitino e addirittura col pantalone un po’ più elegante. C’è chi azzarda anche il calzettone di spugna sotto, una roba talmente terrificante che alla fine fa il giro e diventa figa. Misteri della fede.

Detto ciò, capite bene quanto hype c’era sull’esordio in Borsa del marchio.

Fun fuct: alla cerimonia a Wall Street i dirigenti della società si sono presentati con giacca, cravatta, tailleur e i famosi sandali ai piedi. Tra questi anche Alexandre Arnault, erede del patron di Lvmh Bernard Arnault, e Oliver Reichert amministratore delegato dell’azienda. Forse non lo sapete eh, ma il fondo L Catterton, controllato dal big boss Bernard Arnault e dalla sua holding di famiglia, Financière Agache, ha acquisito il 70% di Birkenstock nel 2021 per circa 4 miliardi di dollari. E così i due fratelli Alex e Christian Birkenstock sono diventati miliardari, e adesso vantano un patrimonio di circa 1,6 miliardi di dollari ciascuno.

Bomberoni.

Vabbè insomma, com’è andata alla fine? Male male. Il primo giorno a Wall Street di Birkenstock (mercoledì scorso) non ha convinto gli investitori. L’azienda si è presentata sul mercato con un prezzo di 46 dollari per azione: i suoi titoli – però – hanno chiuso il loro attesissimo primo giorno in borsa a 40,2 dollari, il 12,6% in meno. Va detto però che la colpa non sarebbe del brand, e tantomeno del suo stato di salute. Diciamo che hanno deciso di quotarsi in Borsa nel momento sbagliato, ecco. Oltre ad esserci già stati grossi movimenti, questo è un periodo pure di grande incertezza economica e di politica internazionale, che sta condizionando moltissimo le vendite di tutto il settore fashion e luxury. Mettici l’inflazione, gli alti tassi di interesse, la guerra in Ucraina e adesso anche l’attacco di Hamas e l’assedio a Gaza. Gli esperti hanno quindi osservato che l’insuccesso di Birkenstock è dipeso più che altro dal contesto, perché l’azienda in sé sta benone e vende ancora un bordello.

Oh, comunque la società alla fine si è portata a casa 1,48 miliardi di dollari, utili per ridurre i debiti. Adesso ha una valutazione di mercato complessiva di 8,2 miliardi di dollari: l’obiettivo era quello di arrivare persino ai 10 miliardi di dollari. La situa comunque dovrebbe procedere migliorando e quelli di Birkenstock ci credono fortissimo. Don’t worry: gli insulsi ma adorabili sandaletti continueranno a farci compagnia ancora per molto, molto tempo.

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