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Va’ che bella la nuova Piazza Castello, tutta a misura di pedoni

In primavera verrà inaugurata ufficialmente la nuova Piazza, composta da tremila metri quadrati di prato, 14 mila arbusti e fiori, panchine e un fondo idrorepellente.

Meglio tardi, che mai. La nuova Piazza Castello di Milano si mostrerà in tutto il suo splendore in primavera, quando finalmente potremo godere di questa – nuova – grande area ridisegnata solo per i pedoni con panchine, alberi e un fondo idrorepellente. Manca pochissimo, qualche ritocchino qua e là, e poi il percorso pedonale che dal Duomo porta al Castello Sforzesco, passando per via Dante, si aprirà al mondo. La chiusura definitiva del cantiere è prevista quindi entro la primavera, dopo tre anni di ritardi: l’ok al progetto firmato dal team dal gruppo di architetti Emanuele Genuizzi, Vincenzo Strambio De Castillia, Giovanni Banal ed Enrico Ragazzo era arrivato nel 2017, ma i lavori erano cominciato solo a luglio 2021.

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I ritardi, va detto, non vanno imputati ad un eccesso di flemma degli operai, che gli umarell avrebbero prontamente bacchettato, ma alla scoperta di reperti archeologici che hanno bloccato scavi e lavori. Sono saltate fuori mura perimetrali del Castello, le cosiddette “bastionature”, porzioni di baluardi e mezzelune risalenti al ’500. Insomma, non era il caso di procedere ad minchiam senza avere cura di tutelare i regali emersi dalla terra, no? In corso d’opera, ad esempio, si è deciso di sotituire alcuni alberi con altri dalle radici meno profonde, che quindi non sarebbero andate a rompere le balle nel sottosuolo. l progetto è rimasto comunque sostanzialmente invariato: tremila metri quadrati di prato, 14 mila arbusti e fiori, 23 specie vegetali e 186 alberi in maggior parte aceri, meno 8 mila metri quadrati di asfalto.

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“Tra le novità principale – ha spiegato l’assessore al Piano quartieri, Pierfrancesco Maran – la pedonalizzazione di via Beltrami, con alberi, panchine e chioschi; insieme ai due emicicli con un terzo nuovo filare alberato attorno al Castello. Non è stata una scelta facile, ci siamo presi qualche critica all’inizio per la pedonalizzazione e abbiamo dovuto far fronte a un esponenziale aumento dei costi che ha causato qualche ritardo. Credo però che questo intervento sia un simbolo della trasformazione di una delle piazze più celebri di Milano e, allo stesso tempo, porti con sé la strategia che ci ha permesso di trasformare tante altre piazze in questi anni”. Il triplo filare di aceri si trasforma in promenade ombreggiata, “riportando nel tessuto urbano della città ottocentesca, il sistema di camminamenti di Parco Sempione”, come viene spiegato sul sito ufficiale del project.

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