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Sole, mare e cash a palate: gli stabilimenti balneari quest’anno costano (ancora) di più

L'indagine di Altroconsumo mette in luce un aumento medio dei prezzi del 4%: la spesa per una settimana in spiaggia è di 226 euro. Alassio la più cara.

Raga, avete già prenotato le vacanze? Probabilmente sì, a meno che non siate tra i ritardatari dell’ultimo secondo. Se avete già fermato l’hotel o se avete cominciato a cercare adesso, vi sarete già accorti di QUANTO CAZ*O COSTANO gli stabilimenti balneari. Ma WTF!!! Cioè, parliamo del 4% in più rispetto ad un anno fa. Ad illuminarci sono gli amici di Altocosumo, che hanno fatto un check su 211 stabilimenti balneari in 10 città italiane (Lignano, Rimini, Senigallia, Viareggio, Palinuro, Alassio, Gallipoli, Alghero, Taormina e Giardini Naxos, Anzio), rivelando i nuovi listini prezzi. E la news è quella anticipata poco fa: i prezzi continuano a salire. Nel 2023 +5% e +10% nel 2022. Se continua così, la sabbia diventerà più preziosa del caviale.

Ok, ora diamo un occhio in giro per la penisola. Avete deciso di trascorrere una settimana a rilassarvi in prima fila ad Alassio? Beh rilassamento un corno, preparatevi a sborsare in media ben 392 euro! Sì perché Alassio è ufficialmente la spiaggia più cara d’Italia. Dall’altra parte del Paese, a Senigallia, con soli 155 euro potreste godervi una settimana intera al mare. Già meglio, no?

Mediamente, la prima fila costerà 226 euro. Ma se per caso optate per la seconda fila, risparmierete un pochino. Qui i prezzi scendono a 210 euro, 199 euro per la terza fila, e 186 euro per la quarta fila in poi. Insomma, se non siete dei fan sfegatati della prima fila (che per certi è necessaria se si va in spiaggia), il vostro portafoglio sarà un po’ meno triste e desolato.

Alcune località si distinguono per gli aumenti più contenuti: Alghero e Gallipoli (place to be dell’estate dell’italiano medio) con un modesto +2%, mentre Alassio, Anzio e Palinuro hanno registrato un +3%. Rimini si attesta al +4% e Viareggio al +5%. E Senigallia? Qui l’aumento è dell’8%, ma resta comunque la più economica tra le località esaminate. Per risparmiare, quindi, quelli di Altoconsumo, consigliano di confrontare sempre i prezzi tra le diverse località e di considerare anche le spiagge libere, che ok sono decisamente meno comfy ma almeno non costano una sega.

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