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A Milano non vive bene nemmeno chi guadagna 50 K all’anno

La Cisl ha denunciato la difficile situazione del ceto medio, costretto a tagliare persino sulle spese mediche. Servono salari più alti e migliori politiche abitative.

E niente, a Milano pare non se la passi bene manco chi guadagna parecchio. La classe media, per intenderci. A dircelo è la Cisl, secondo cui anche chi si porta a casa 50mila euro lordi all’anno stia iniziando a fare fatica. Il ceto medio milanese pare sia costretto a tagliare su tutto, perfino sulle essenziali cure mediche. L’indagine, in collaborazione con BiblioLavoro, ha interrogato quasi 3mila iscritti, scoprendo che la maggior parte di loro si trova in una fascia di reddito tra 28mila e 50mila euro annui. Di questi, l’83% possiede una casa. E fin qua tutto bene. Ma attenzione giovani, se avete meno di 36 anni, le probabilità che viviate in affitto sono altissime: il 47,2% a Milano città e il 18% si accontenta di una stanza. Insomma, comprare casa sembra un sogno lontano, come trovare parcheggio durante la Fashion Week.

“Parliamo del ceto medio, gente con lavoro fisso e un reddito che una volta era sinonimo di sicurezza”, ha spiegato Eros Lanzoni della Cisl. “Oggi questi stessi lavoratori non sanno più come arrivare a fine mese. Non sono abituati a chiedere aiuto e il sistema pubblico non li considera ‘sufficientemente fragili’ da meritare sostegni”. Come dire: non sei abbastanza povero per essere aiutato, ma nemmeno abbastanza ricco per vivere sereno…

E quindi… si taglia. Spese alimentari ridotte, consumi energetici limitati, ricorso a prestiti. Inoltre, uno su quattro rinuncia a curarsi perché i costi medici sono proibitivi. Chi avrebbe mai pensato che un check-up potesse diventare un lusso?

La richiesta numero uno? Salari più alti, ovviamente: “Caro Babbo Natale, quest’anno vorrei uno stipendio che mi permetta di vivere senza ansie”. E poi ci sono le politiche abitative: perché non rendere più facile trovare casa, soprattutto per i giovani? La sanità pubblica deve migliorare e i prezzi dell’energia devono scendere. Più welfare contrattato e investimenti nella mobilità sostenibile sono altre priorità.

Insomma, i milanesi chiedono una città vivibile, non un campo minato. 

Autrice: Francesca Tortini

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