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Dirsi di sì non va più di moda: a Milano calano (di brutto) i matrimoni

A Milano i matrimoni sono in calo da vent'anni, con una diminuzione clamorosa dei riti religiosi. Crescono le unioni civili, soprattutto tra coppie di uomini.

Allora, gente, pare che a Milano dire “sì” per tutta la vita stia diventando una specie di sport estremo, tipo lanciarsi col paracadute senza paracadute. Si, perché i numeri non mentono e i dati del Comune parlano da soli: siamo passati dai 4.264 matrimoni del 2003 (che già allora parevano pochi) ai 1.217 nei primi sei mesi del 2024. Solo 124 di questi, tra l’altro, sono stati celebrati in chiesa. Ma quindi, come direbbe Carrie Bradshaw di Sex and The City, è proprio vero che “per sempre” non va più di moda?

Di sicuro, non tirano molto quelli in chiesa. Nel 2003 metà dei matrimoni erano religiosi, ben 2.102 di promesse davanti a Dio. Da allora, il numero è crollato che manco un pessimo titolo in Borsa. Nel 2023 abbiamo toccato il fondo con appena 495 cerimonie religiose. In compenso, i matrimoni civili tengono botta. Certo, ci sono stati anni di magra come il 2010, il 2014 e l’era Covid (2020-2022), ma il trend non è così disastroso. E poi, Milano offre delle location da sogno per chi vuole sposarsi senza l’ingombro della religione. Solo per citarne alcune: Palazzo Reale, Villa Litta Modignani, Villa Scheibler, Cascina Turro e Cascina Monastero sono scelte super gettonate.

Ci sono poi le unioni civili. Da quando la Legge 76 del 2016 è entrata in vigore, abbiamo visto una bella crescita. Nel 2016, 275 coppie hanno detto sì, di cui 222 erano coppie di uomini. L’anno d’oro è stato il 2017 con 429 unioni, ma poi il Covid ha colpito anche qui. Tuttavia, nel 2023 abbiamo visto un bel ritorno di fiamma con 240 coppie, 168 delle quali erano uomini.

Ecco perché, mentre il matrimonio tradizionale arranca, le unioni civili stanno mostrando di essere una scelta super gettonata. Magari, dobbiamo solo cambiare prospettiva: meno “per sempre” e più “per ora”. E in fondo, why not? Forse l’eternità è sopravvalutata.

Autrice: Francesca Tortini

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