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Più plastica che pesci: i nostri oceani fanno ca*are, sapevatelo

Secondo uno studio di Green Match, i nostri oceani sono praticamente delle discariche: tra i 75 e i 199 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica galleggiano in acqua.

Che disastro, raga. Secondo uno studio di Green Match, i nostri oceani sono praticamente delle discariche: tra i 75 e i 199 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica galleggiano in acqua, e si stima che entro il 2050 la plastica supererà persino la quantità di pesci in mare. Insomma, non male, malissimo.

Già oggi, oltre 500 siti marini sono letteralmente “morti”, posti dove la vita non può più esistere. Più di 1K di specie marine soffrono per l’inquinamento, e un bel 17% è nella lista rossa dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura. Che disagio. Negli ultimi anni, la situa si è fatta ancora più chiara e preoccupante. La domanda è: da dove arriva tutto questo schifo? È un cocktail pericolosissimo di metalli tossici, plastica, petrolio, fertilizzanti e pure minacce biologiche. Insomma, se gli oceani sono i polmoni della Terra, allora il nostro pianeta ha una chiara polmonite. Secondo i dati di Our World in Data e OCSE, tra plastica e rifiuti vari entrano nei mari quasi 15 milioni di tonnellate all’anno di mer*a. E come se non bastasse, la pesca industriale e i deflussi agricoli fanno il resto.

Se continuiamo così, entro i prossimi 40 anni l’inquinamento triplicherà e si parla di un miliardo di tonnellate di spazzatura in acqua. Ma attenzione, ci sono anche buone notizie: c’è chi si muove per fare la differenza. Ridurre l’uso di plastica, pescare in modo sostenibile e contrastare i cambiamenti climatici sono passi fondamentali che possiamo fare tutti noi. 

Poi raga, voi potete pure dire “cosamenefrega dell’oceano a me che vivo a Milano?” però lo sapete anche voi che girarsi dall’altra parte non è mai una cosa buona. O magari vedetela così: non è bello andare a Miami e ritrovarsi la plastica galleggiante nell’acqua dove state facendo il bagno. Vero o no?

Autrice: Francesca Tortini

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