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Quando si parla di cucina italiana, il mondo si mette sull’attenti. E ora anche l’Italia ha deciso di dare un titolo serio a chi da anni porta avanti forni, padelle, impasti e mestoli come se fossero arte sacra. A Palazzo Chigi sono stati nominati gli 8 Maestri delle arti culinarie, e no, non è un reality su Netflix ma un riconoscimento vero, con tanto di medaglia della Repubblica e possibilità di insegnare nei migliori istituti di formazione.

In prima fila c’era Massimo Bottura, chef tristellato e guru mondiale che non ha bisogno di presentazioni. "Ogni piatto è cultura, memoria, condivisione”, ha detto, visibilmente emozionato. Con lui anche l'iconico Iginio Massari, il boss della pasticceria italiana (e non solo), così importante da avere addirittura una legge a suo nome: sì, il riconoscimento ai Maestri è stato istituito con una legge che porta la sua firma, approvata nel 2024.

Tra gli altri premiati: Franco Pepe, re della pizza fatta come Dio comanda; Carlotta Fabbri, imprenditrice del gelato; Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e filosofo del gusto; Piercristiano Brazzale, imprenditore caseario col DNA a forma di burro; Maria Francesca Di Martino, regina dell’olivicoltura e Riccardo Cotarella, boss del vino made in Italy.

Un riconoscimento che non arriva solo per bellezza: il titolo di "Maestro" ora è ufficiale, istituzionale, con valore formativo. Solo chi ha almeno 15 anni di carriera e un percorso tosto alle spalle può aspirare a salire su questo Olimpo gastronomico. E non è solo immagine: questi Maestri potranno formare le nuove generazioni, portando nei laboratori scolastici tutto il know-how di una vita passata tra farina e fermentazioni.

Francia e Spagna hanno questo riconoscimento da tempo, così il ministro Lollobrigida ha pensato di piazzarlo anche da noi perché "L’Italia non vuole essere seconda a nessuno". Amen. Certo, tra gli otto Maestri solo due donne: Carlotta Fabbri e Maria Francesca Di Martino. E lei, orgogliosissima, ha ricordato che la sua azienda è guidata da donne da quattro secoli. Chapeau.

Lo sbatti dei dazi USA

Il riconoscimento arriva in un momento delicato, con il rischio dei dazi USA che potrebbero penalizzare proprio l’export del food italiano, che nel 2024 ha registrato un +17%. Meloni, presente alla cerimonia, ha ricordato quanto sia importante tutelare chi ogni giorno porta l’eccellenza italiana nel mondo. "Siete beni culturali viventi”, ha detto ai premiati.

Su questo, niente da ridire.

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