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Il Tamagotchi compie 30 anni e si evolve in Sweekar, una nuova versione potenziata dall’intelligenza artificiale

Quel dannato gadget anni Novanta torna in forma ormonata dall'AI, ma pensa te!
15 Gennaio 2026

Se siete abbastanza grandini da ricordarveli, siamo certi che sentiste proprio la necessità di una loro evoluzione grazie all’Intelligenza Artificiale… Stiamo parlando dei Tamagotchi, a loro modo icona degli Anni Novanta grazie all’improvviso beep beep e all’inquietante bisogno di attenzioni che manifestava. Questa volta, però, non è più il pupazzetto elettronico pixelato che mangiava virtualmente quattro pixel di cibo e tre di felicità e cagava come un dannato. Eh no, siamo nel 2026 e il vostro animaletto digitale ha deciso di frequentare l’università degli algoritmi. Benvenuti nell’era del Tamagotchi con intelligenza artificiale, che tanto ormai non si nega a nessuno.

Tamagotchi, anzi Sweekar

La novità arriva dalla super fiera tech di Las Vegas, il CES (Consumer Electronics Show) che in italiano suona così male. La startup Takwai.AI ha presentato qui Sweekar, un dispositivo che si proclama il nuovo Tamagotchi, senza essere davvero tale per questioni di marchio ma con tutta la baldanza di un pronipote evoluto. Inutile dire che la nostalgia è stata catturata, sfruttata e poi inserita in un database che impara da voi: Sweekar non solo evolve attraverso stadi di vita come un personaggio di videogioco, ma memorizza dati su di voi, sulla vostra voce e sulle interazioni che avete con lui. Ricorda tutto, dai vostri pensieri più banali alle vostre abitudini: un compagno fedele o la trama perfetta per un nuovo episodio di Black Mirror?

Il Tamagotchi ha fatto storia

Ma facciamo un passo indietro. Quando il Tamagotchi originale fece il suo debutto globale nella seconda metà degli anni Novanta, si poteva portare a casa un esemplare per una cifra irrisoria: negli Stati Uniti il prezzo di listino era di circa 15-18 dollari, più o meno 20 euro al cambio dell’epoca, in cui l’euro – lo ricordiamo – non c’era ancora. Oggi, in Italia, un esemplare originale può costare sugli stessi ordini di grandezza se nuovo, con alcuni pezzi da collezione ancora sigillati che arrivano intorno ai 50 euro. In ogni caso una cifra che fa sorridere chi spende 30/40 volte tanto per un gadget tech qualunque.

E in effetti per il nuovo Sweekar Takwai.AI punta a un prezzo di lancio che si aggira tra i 150 e i 200 dollari, una forbice che in euro suona ancora più aliena per chi si ricorda il divertimento digitale con due pulsanti e un display in bianco e nero. Io non so voi, ma pagare quasi dieci volte di più per qualcosa che ricorda il vostro tono di voce ha qualcosa di maniacale… e anche abbastanza inutile.

Il salto, comunque, non è solo economico: è filosofico. I Tamagotchi originali avevano un unico talento: farvi sentire in colpa se li ignoravate per troppo tempo. Sweekar, invece, potrebbe rivelarsi un’esperienza più profonda, memorizzando dettagli della vostra personalità e “momenti vissuti insieme”, e addirittura reagendo alle carezze vibrando come se avesse un minimo di consapevolezza tattile. Provate a ignorarlo troppo a lungo e chissà, potrebbe decidere di raccontarvi quello che ha fatto mentre voi non c’eravate, esattamente come farebbe un animale domestico reale…

Se vi state chiedendo se fosse davvero necessario un insetto virtuale con intelligenza artificiale, probabilmente siete partiti dal presupposto sbagliato: la nostalgia da una parte e la mania per l’AI dall’altra sono due fissazioni così saldamente radicate nel nostro tempo che qualcuno doveva pur inventarsi un Tamagotchi che apprenda, ricordi, e – per quel che ne sappiamo – possa scrivere la vostra biografia digitale senza chiedere diritti d’autore. Dal beep ancestrale al codificare voci umane, dal costo di una pizza a quello di un ristorante a 5 stelle, il passo è stato breve solo nei numeri, lunghissimo nell’assurdità.

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