Che siate malati di sport o umarell che alla parola “Olimpiadi” brontolano pensando a cantieri, traffico e prezzi raddoppiati, il 6 febbraio vi tocca comunque svegliarvi nella Milano olimpica. E fare attenzione a non perdervi, perché in alcune zone la città ha proprio cambiato faccia, se non pelle. A partire dallo stilosissimo articolo su Living del Corriere della Sera, ci siamo divertiti a fare un giro – a modo nostro – fra i posti che da Milano a Cortina, “casello – casello”, ci fanno dire “Uh Signur!”, nel bene e nel male. E comunque, nel bene o nel male, poi ce li teniamo, quindi tanto vale sapere dove sono e a cosa servono queste “venues”, come dicono quelli un po’ international.
Torcia a San Siro
Milanisti o Interisti, fan di Vasco o di Springsteen, per una sera San Siro vi scalderà il cuore non con il fuoco sacro del pallone e della musica, ma con quello della torcia olimpica, che risplenderà in città in occasione della cerimonia di inaugurazione. Per una sera al Meazza dovrebbero sentirsi meno infamie contro gli arbitri e più applausi per gli atleti. Coreografie, maxi-schermi, mondo collegato per vedere finalmente ardere il braciere olimpico. Insomma, passiamo dal derby alla mondovisione senza neanche cambiare fermata della metro. Fatevi belli.
L’astronave di Santa Giulia
Per anni più promessa mancata che quartiere davvero innovativo, Santa Giulia si prende finalmente la rivincita con la Milano Santagiulia Ice Hockey Arena Viendalmare: 16mila posti, design da Colosseo del futuro, maxi anelli luminosi, scalinata monumentale… una sboronata da paura che ha rischiato di non essere finita in tempo, come tutte le grandi opere per i grandi eventi in Italia.
Passando in Tangenziale Est l’avete vista per forza… e vi conviene capire come raggiungerla perché, dopo le Olimpiadi ci organizzeranno concerti, eventi, convention e tutto quello che vi farà dire: “È lì che sono andato per”. L’opera è firmata da David Chipperfield, che ha fatto una magia manco fosse David Copperfield. E d’altronde è un designer pluripremiato, non è che l’abbiamo data in mano all’architetto Cippacampo.
Porta Romana, dagli atleti agli studenti
Altro che rigenerazione urbana da brochure: l’ex scalo ferroviario di Porta Romana diventa Villaggio Olimpico e poi studentato gigante. Qui dormiranno gli atleti, poi generazioni di universitari armati di zaino, bici e affitti fuori scala. Progetto internazionale, verde ovunque, pannelli solari, ballatoi “milanesi” rivisitati. Estetica minimale che divide già prima di aprire: qualcuno ha pensato a un nuovo carcere cittadino, visto il grigio dominante e la mega torre di vedetta lì a due passi. Ma va beh, è a due passi dalla Fondazione Prada, anche qui vi ci inzuccate per forza.
Il bivacco hi-tech
Tra le cose più bizzarre messe in piedi per le Olimpiadi Invernali c’è il bivacco progettato da Carlo Ratti: una micro-casa alpina che punta a confondersi con l’ambiente che la circonda e non grida “sono un rifugio” a partire da colori sgargianti: però, se la visibilità diminuisce, attiva una bella luce rossa. Prima lo piazzano in città come padiglione olimpico, poi lo riciclano in alta montagna per gli escursionisti. Se per caso il nome di Ratti vi suona familiare, è perché ha disegnato la torcia olimpica green.
Forum e Fiera giocano a Lego
In occasione dei giochi il Forum di Assago diventa un tempio del pattinaggio. La Fiera di Rho, invece, si trasforma in stadio del ghiaccio. Tadàn… Strutture che cambiano identità come certi amici che in settimana sono noiosi manager da ufficio e nel weekend si trasformano in mastini del fitness. D’altronde, in tempo di social, tutto è vivo solo a favore di telcamera: monti, ghiacci, scatti, condividi, smonti, torni a fare altro.
Casa Italia: l’aperitivo olimpico permanente
Casa Italia è il quartier generale del CONI, dove lo sport incontra design, orgoglio nazionale e… buffet che non puoi permetterti. Avrà più sedi e a Milano sarà aperto in Triennale dal 6 febbraio, con allestimenti ispirati alle montagne e arredi firmati dai soliti nomi che trovate negli showroom e mai a casa vostra.
No, ma Piazza Duomo?!
Se non passate in centro da un po’ fatevi una vasca in Corso Vittorio Emanuele e sbucate in piazza Duomo. Ora ditemi, che cosa vedete? Sui social i più schietti li chiamano “baracconi” e ospitano il megastore ufficiale delle Olimpiadi e gli studi televisivi. In effetti, tutti coloro che verranno in città per la prima e magari unica volta in occasione dei Giochi invernali ricorderanno la nostra iconica piazza come un cantiere… Mettere tutto in uno spazio un po’ più defilato, tipo Stazione Centrale o il retro del Castello? Per fortuna, in ogni caso, non ne rimarrà traccia stabile (speriamo).
Cortina e tutto il Nord
Visto che è Milano-Cortina, diamo un’occhiata anche fra le Dolomiti, dov’è spuntato un villaggio temporaneo da 1.400 posti letto. Costruzioni mobili, zero fondamenta, tutto smontabile… via col vento, anzi, con lo slittino. E poi si riaccendono i luoghi storici: curling anni ’50, pista di bob di Eugenio Monti, Tofane per lo sci. Qui le Olimpiadi fanno la voce grossa: tradizione, panorama, cartolina.
E poi ci sono Bormio, Livigno, Predazzo, Tesero, Anterselva… e anche Verona, dove l’Arena sarà a disposizione della cerimonia di chiusura. Perché in Italia – quando devi chiudere in bellezza – tiri fuori il patrimonio archeologico e sei a posto.









