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In Italia calano i matrimoni: abbiamo sempre meno voglia di sposarci

E se proprio proprio, lo facciamo tardi. Molto tardi.
26 Gennaio 2026

C’è stato un momento in cui noi italiani abbiamo smesso di chiederci “quando ci sposiamo?” e abbiamo iniziato a chiederci “che senso ha sposarsi?”. Chiesa o comune, matrimonio o unione civile: secondo i dati Istat non fa differenza, semplicemente non ce ne frega più una mazza.

Nel 2024 in Italia sono stati celebrati 173.272 matrimoni, il 5,9% in meno rispetto al 2023. E non sarebbe un “incidente statistico”: anche i dati provvisori dei primi nove mesi del 2025 indicano un’ulteriore discesa, sempre del 5,9%.

Qualcuno starà pensando: “Finalmente l’abbiamo capita“. Qualcun’altro sicuramente si starà consolando di aver rimandato finora… A me, a questo punto, viene anche da pensare che forse ha ragione il mio fidanzato, che dopo diciassette anni di amore, due figli, un mutuo emotivo e uno reale, continua a dire che “il matrimonio non è una priorità”.

Scendono le nozze, soprattutto quelle “serie”

A calare non sono i matrimoni in generale, ma soprattutto le prime nozze, che nel 2024 sono state 130.488, con un crollo del 6,7% in un solo anno. Sarà che ne hanno avuto abbastanza dei litigi dei loro genitori, sarà che non si sentono all’altezza delle foto perfette su Instagram dai matrimoni altrui: fatto sta che sempre meno persone arrivano alla prima volta.

Scendono anche le seconde e terze nozze, e continuano a ridursi in modo marcato i matrimoni religiosi, che nel 2024 segnano un -11,4%: oltre sei matrimoni su dieci (61,3%) sono celebrati con rito civile. Come sottolinea Avvenire, quotidiano cattolico, questa tendenza si riequilibra un po’ solo tra chi si sposa per la prima volta, mentre nelle seconde nozze il rito civile diventa praticamente obbligatorio (95,1%) perché per risposarsi in Chiesa una persona deve aver avuto l’annullamento dalla Sacra Rota, non il divorzio… Vade retro!

Aspetto positivo del fatto che ci sposiamo meno è il fatto che ci separiamo e divorziamo meno. Le separazioni nel 2024 sono state 75.014 (-9%), i divorzi 77.364 (-3,1%). Avvenire fa la ola e fa notare che rispetto al 2016, anno del picco, i divorzi sono diminuiti di quasi il 22%… ma il motivo non è una riscoperta del sacramento o meno corna: è che se non ti sposi, non puoi neanche divorziare. Easy Peasy.

All’altare coi capelli grigi

L’altra grande verità certificata dai dati è che ci sposiamo sempre più tardi. L’età media alle prime nozze è salita a 34,8 anni per gli uomini e 32,8 per le donne. Nel 2011 era 32,6 e 30,1. In poco più di dieci anni abbiamo aggiunto esperienza, consapevolezza e almeno un fisioterapista di riferimento. Ogni rilevazione statistica negli ultimi dieci anni ha visto spostare l’altare “un po’ più in là”… Sempre più in là… Fino a trasformarlo in un’opzione da valutare, non in un traguardo.

Secondo l’Istat, il motivo non è solo culturale ma molto materiale: studi più lunghi, lavori più instabili, carriere che partono tardi, stipendi che partono piano pianissimo… E la prima conseguenza, che ormai è un grande classico dei trattati nostrani di sociologia: si esce sempre più tardi dalla famiglia d’origine. Oggi il 63,3% dei giovani resta a vivere con i genitori fino ai 35 anni: in pratica, l’autonomia non arriva mai. E quando finalmente “ti liberi” finalmente della famiglia d’origine non è che pensi esattamente a metterne in piedi un’altra… Figurarsi pensare alle bomboniere!

Più matrimoni “globali”

In questo quadro di generale disaffezione dal sacramento, ci sono due segnali in controtendenza che Avvenire mette in evidenza. Il primo riguarda i nuovi cittadini italiani: crescono i matrimoni che coinvolgono persone che hanno acquisito la cittadinanza. Il secondo è poetico, se non beffardo: nel Paese in cui non ci si sposa cresce il “turismo matrimoniale”. Nel 2024 sono state 3.378 le nozze celebrate in Italia tra sposi entrambi stranieri e non residenti, quasi il 2% del totale. Noi non abbiamo più voglia di sposarci, ma gli altri sì. E possibilmente da noi, che abbiamo delle location della madonna.

Un dato che abbiamo tenuto in fondo come un perfetto coup de theatre è però che ci vogliamo bene lo stesso. Infatti, anche se non ci spostiamo le convivenze abbondano e da conviventi si comprano case, si va all’Ikea, si fanno figli… Insomma, la verità è che il matrimonio non è più l’unico “inizio di tutto”. È diventato un possibile passo in più, una scelta tra le tante e magari non la più importante. A essere romantici verrebbe da dire che conta più l’amore del pezzo di carta… Ma la verità è probabilmente che, fra le poche prospettive che ci offre la vita di questi tempi, vogliamo tenere almeno libero lo spazio mentale di pensare che, se abbiamo sbagliato persona, almeno non lo abbiamo detto a tutti i parenti. Soprattutto quelli che non ti avrebbero fatto il regalo ma ti avrebbero scroccato il pranzo.

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