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Presentati a Milano robot umanoidi che sanno servire, ballare e pulire VIDEO

Il debutto italiano segna un passaggio importante perché arriva in una fase in cui il mercato globale della robotica umanoide sta accelerando sul serio.
11 Febbraio 2026

A Milano sono stati presentati i nuovi robot umanoidi che promettono di cambiare il modo in cui lavorano fabbriche, hotel, spazi pubblici e aree di sicurezza. Sono vere e proprie macchine che camminano, interagiscono con le persone, pattugliano ambienti, servono bevande e svolgono compiti di precisione. Fanno molto ridere eh, ma anche riflettere.

Il debutto italiano segna un passaggio importante perché arriva in una fase in cui il mercato globale della robotica umanoide sta accelerando sul serio.

Il mercato dei robot umanoidi

Come anticipato, SIR Robotics,Global Robotic System Integrator modenese, nei giorni scorsi ha presentato la gamma più completa di robot umanoidi, in gradi di fare un botto di robe. Tenete conto che il settore vale già oltre 2,7 miliardi di euro nel 2025 a livello globale. Le stime di crescita della società di ricerca, Research Nester parlano di un’espansione molto forte nel prossimo decennio, fino a circa 70 miliardi entro il 2035. La progressione prevista è superiore al 30% medio annuo, un ritmo che pochi altri comparti tecnologici riescono a tenere.

L’Italia parte da una posizione interessante nel mondo della robotica industriale, per la precisione siamo secondi in Europa: migliaia di nuovi robot installati ogni anno e una delle densità più alte per addetti manifatturieri. Gli incentivi su automazione e Transizione 4.0 hanno spinto molto l’adozione. La differenza ora è il salto verso robot mobili, collaborativi e “generalisti”, non più ancorati a una singola postazione.

Davide Passoni, CEO di SIR Robotic Solutions for Innovators

Perché la presentazione a Milano conta

La presentazione milanese ha messo sotto i riflettori una nuova generazione di robot umanoidi e sistemi collegati sviluppati e integrati per il mercato italiano. L’idea è quella di vendere macchine standard, ma piattaforme personalizzabili via software, addestrabili sui compiti specifici dell’azienda cliente.

Dietro c’è un lavoro di integrazione tra hardware, intelligenza artificiale e sistemi dati che permette ai robot di adattarsi ai contesti: industria, biomedicale, logistica, accoglienza, sicurezza, intrattenimento.

Milano, per ecosistema industriale e servizi, è il terreno top per far vedere applicazioni pratiche e non solo demo da laboratorio.

Cosa possono fare oggi i robot umanoidi

I modelli presentati coprono già diversi scenari operativi:

Industria e produzione

  • assemblaggio di componenti con precisione millimetrica
  • manipolazione di oggetti complessi
  • integrazione con linee robotiche esistenti
  • utilizzo di mani robotiche evolute per lavori fini

Sicurezza e controllo

  • pattugliamento di aree industriali e spazi esterni
  • videosorveglianza mobile
  • rilevamento anomalie in tempo reale
  • robot quadrupedi pensati per muoversi su terreni difficili

Hospitality ed eventi

  • accoglienza ospiti
  • servizio bevande e snack
  • interazione con il pubblico
  • foto e attività di engagement

Servizi e facility

  • pulizia autonoma di ambienti complessi
  • navigazione sicura in spazi condivisi con persone
  • lavoro continuativo senza supervisione costante

La parte interessante è la personalizzazione: i robot vengono configurati sul mestiere. Se lavori nel biomedicale, imparano quei componenti. Se operi nella logistica, vengono addestrati su quei flussi. Se operi in ufficio, imparano a gestire gli sbatti. No forse questo è un desiderio nostro, più che altro.

Collaborazione uomo-robot

La linea dichiarata dai produttori è chiara: questi sistemi nascono per lavorare insieme alle persone, non per rimpiazzarle in blocco. L’obiettivo è togliere attività ripetitive, usuranti o rischiose e lasciare agli operatori il controllo, la supervisione e le parti a maggior valore. Un modo carino per dire “Ehi raga, non siamo qui per togliervi il lavoro, però aggiornatevi fiiiga!“.

Dal punto di vista operativo significa più sicurezza, più continuità e più scalabilità nei processi. Dal punto di vista organizzativo significa ripensare ruoli e competenze. Occhio che il nuovo collega potrebbe non chiedere ferie, non bere caffè e avere la ricarica invece della pausa pranzo. Conviene iniziare a farci l’abitudine.

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