Ready con i nostri commenti nudi e crudi sulla seconda serata del Festival di Sanremo? Non che ci siano stati molti brividi, purtroppo. Ma, come sempre, abbiamo qualcosa da dire… condividete? Dai, correte su Facebook e Instagram per chiacchierare con noi, vamos!
Achille Lauro: sbav
Breaking news: il glow up di Achille Lauro è diventato una case history ad Harvard, studiata dal team del professor John Richardson. “L’evoluzione di Achille Lauro, da trapper decadente a sex symbol glam”. È bastata quell’aria romantica e scazzatissima e qualche sapiente cambio d’abito (e che abiti) perché iniziassero a fioccare test di gravidanza direttamente in platea. Miracoloso.
Patty Pravo, voto: life in plastic, it’s fantastic
Nemmeno la quota “vecchie glorie” del Festival riesce a regalarci una gioia. Manca il delirio trash dei Ricchi e Poveri, manca la hit boomer di Marcella Bella. A una certa abbiamo sperato partisse un randomissimo “NON SI VEDE UN CAZZO!”, ma niente. Oh, che dobbiamo fare per divertirci, qui?
Elettra Lamborghini, voto: almeno twerkasse
Pezzo top per teenager con unghie lunghe e ciglia finte che si toccano i capelli su TikTok sperando di essere considerate dal malessere. Ne avevamo bisogno? Chiaramente no, ma ce ne dimenticheremo presto. Oddio, speriamo.
Lillo: thank God
È la dimostrazione che bastano davvero due cazzate fatte bene per farci prendere bene. Certo, la compagnia in questo caso non ha aiutato, ma i veri professionisti riescono a sfangarla anche in contesti ostili. Perle ai porci.
Pilar Fogliati: sprecata
Prendi una fuoriclasse, capace di cambiare voce, personaggio e personalità in mezzo secondo, e piazzala accanto a due conduttori più rigidi di un maglione di lana dopo la centrifuga. L’effetto cringe non rende onore a Pilar, a cui vogliamo bene perché, come direbbe Pippo: “l’abbiamo scoperta noi!”.
E se non sapete cosa c’entra il Milanese Imbruttito con Pilar Fogliati… googlate, fiiiiga!
Levante, voto: sì amo top
Ma ehi… attenzione! Good song alert, ninoooninoooninooo! È una bella canzone quella che abbiamo ascoltato? E ci piace già al secondo ascolto? Pare proprio di sì. Levante centra le skills base: intensa, elegante, profonda, con un bel pezzo. Auspichiamo piazzamento top level, sempre che il delirio collettivo non bruci cervelli in massa, chiaramente.
Bambole di pezza, voto: yes, but…
Dalla girl band rock from Milano ci aspettavamo sorprese e guizzi hardcore, e invece si sono imborghesite con pezzo e outfit incredibilmente sanremesi. Perché non un dito medio? Una scapezzolata? Una borsa rubata in platea? Una bandiera “fuck patriarcato”? Siamo imbruttiti semplici, è ovvio che ci piacciano i cliché.
Nayt, voto: ah bo
C’è un motiv se lasc le fras a met? Chiediam per un amic.
Fulminacci, voto: 730
Vibes da il mio commercialista a messa la domenica mattina. Ragioniere, è lei?
Fedez e Masini, voto: non così necessario
Più che “male necessario“, “allucinazione collettiva” (cit.). Niente di nuovo: Fedez ci parla ancora una volta dei suoi demoni personali, un po’ meno brutti rispetto all’anno scorso perché a ‘sto giro si intravede una luce in fondo al tunnel. La canna di Masini aggiunge talmente tanta disperazione alla disperazione che non so come alla fine ci ritroviamo incazzatissimi pure noi. Fanculo a tutti.
Suzuki Stage: ma il senso?
Noi capiamo l’importanza degli sponsor che mollano giù il cash, ci mancherebbe, ma non si può tornare alla cara vecchia réclame? O a Carlo Conti che entra all’Ariston a bordo dell’auto Suzuki? Laura Pausini che canta sul tetto dell’auto Suzuki? Elettra Lamborghini che twerka contro il parabrezza dell’auto Suzuki? Tutto, tutto tranne altri cantanti su un altro palco che riesumano altri pezzi che avevamo faticosamente eliminato dalla memoria. Please.









