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Da Sal Da Vinci a Irina Shayk: le pagelle imbruttite della terza serata di Sanremo 2026

Vi aspettiamo sui social per commentarle insieme, vamos!
27 Febbraio 2026

Terza serata del Festival di Sanremo, altri 15 big ci hanno fatto riascoltare le loro canzoni, co-conduttori, ospiti, e il solito andazzo velocissimo senza particolare entusiasmo. Potevamo però forse privarvi delle nostre pagelle imbruttite? Claro que no! Vi aspettiamo sui social per commentarle insieme, vamos!

Angelica Bove, voto: carinissima

Bella, eterea, poetica, molto intensa, per nulla banale. Spiace non abbia vinto il premio principale, ‘sto pezzo è una spanna sopra più della metà della Main Categoria. Già il nostro brano prefe mentre ci crogioliamo sotto il piumone nel nostro sbatti d’amore. Vola, Angi!

Nicolò Filippucci, voto: carino

Ballad carina ma già sentita. A sensazione non ci tormenterà l’anima una volta finito il Festival, ma potremmo sbagliarci. Spoiler: non ci sbaglieremo.

Gianluca Gazzoli, voto: uno di noi

Peccato stiano tutti inspiegabilmente in fissa con Stefano De Martino avendo a portata di mano un conduttore rodato, che lavora con la musica, umile ma capace e professionale. Tempo al tempo: il Gazzo è entrato in punta di piedi ma – siamo certi – è qui per restare. Top!

Maria Antonietta e Colombre, voto: cuoricini

Sentendoci un po’ orfani dopo la separazione dei Coma_cose, come la scimmietta Punch abbiamo trovato consolazione nel nostro peluche Ikea, ben rappresentato in questo caso da Maria Antonietta e Colombre. Anche il loro indie-pop molto estetico promette di suonare bene in radio, e noi ci crediamo. Mami e papi vvb.

Malika Ayane, voto: piena di grazia

Incredibilmente, sembra l’unica che riesce davvero a divertirsi in questo Festival, facile che sia lei la responsabile dei festini bilaterali tanto contestati da Elettra-Elettra Lamborghini. Che ne ha da mangiare di cereali sottomarca per riuscire a far ballare con eleganza. Imparate gente, imparate.

Sal Da Vinci, voto: per sempre sì

Questo Sal un po’ Beyoncé un po’ Boss delle cerimonie ci regala il trash di cui avevamo bisogno per rendere questo Sanremo più sopportabile. tutto talmente cringe da fare il giro e diventare iconico. Genio.

Tredici Pietro, voto: 14

In realtà non è Pietro, ma palesemente Gianni fatto della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni, Dorian Grey e Raf. Altrimenti non si spiega tutta questa maturità per uno di 28 anni appena entrato nel mondo dei Big. Pezzo interessante, se passerà in radio non cambieremo stazione, promesso.

Irina Shayk, voto: tenera

Manco il tempo di arrivare e sbeeem, tutti a criticare: e che ci fa qui, e perché non si espone, e ma non parla italiano, gne gne gne… oh ma mollatela Irina, è forse colpa sua se l’hanno invitata? Alla fine ha fatto ciò sa fare meglio, sorridere e fare la figa… Onesti, abbiamo visto cose peggiori.

Alicia Keys, voto: poteva andare meglio

Ci sfugge il perché Alicia Keys, unico superospite internazionale del Festival, abbia pensato fosse una grande idea cantare “L’Aurora” in italiano. Dopo “sognore” al posto di “sognare” speravamo che il peggio fosse passato, ma Carletto ha pensato bene di chiederle la canzone che “In Italia conoscono come New York”: fiiiiga che figura da paesani”. Anyway, lei sempre divina.

Leo Gassman, voto: naturalmente zero

Siamo sempre più curisi di sapere come devono essere state le altre canzoni scartate da questo Festival se ‘sto pezzo è finito tra i 30 Big. Non erano meglio i Jalisse? Naturale in questo caso è sinonimo di sciapo, ma potrebbe tirar su un po’ di grana come jingle di una pubblicità di un marchio di acqua. Naturale, of course. Plus per il collo a super V con pelo arrogante.

Luché, voto: nientediché

Nonfissargliidentinonfissargliidentinonfissargliidenti. Niente, speravamo che al secondo ascolto la canzone, la voce o l’interpretazione riuscissero a distrarci ma non ce l’abbiamo fatta. Questo mix tra Salvo del Grande Fratello e Gianni Sperti ci prende più del pezzo, colpa nostra.

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