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Comprare casa a Milano, ecco quali sono i quartieri più richiesti

Non c'è pezza, qui la bolla immobiliare è una vera e propria mongolfiera, che gira su Milano e benedice di volta in volta quartieri nuovi, trasformandoli come Cenerentola per il ballo
13 Marzo 2026

Milano è come il porco: non si butta via nulla. Quando arrivi, trovi quartieri dove “per carità, manco morto”… ma se aspetti qualche anno ci aprono una fermata della metro, un bar in stile SoHo e una boulangerie (che prestinè fa povero) e il gioco è fatto: i prezzi delle case schizzano come le stelle. È successo all’Isola e in via Melchiorre Gioia, ai Navigli alti e a quelli più lontani dal centro, a Corso Genova e a Loreto. Basta trasformare il nome della zona di Milano in una sigla – tipo NOLO – e tirare su un palazzone con due piante in bella vista e un nome che sa di movida, affari e frenesia – CityLife, Navigli Towers, Milano East Gate, SaLa Madunina… – e la scalata immobiliare è servita.

Diamo qualche numero

I numeri lo confermano. L’ultima analisi di Idealista prova a misurare la nuova febbre immobiliare in città e mette in fila i quartieri dove comprare casa è diventato uno sport da velocisti, naturalmente olimpici. La classifica si basa su un indice di interesse che misura il rapporto tra contatti ricevuti e annunci pubblicati, incrociato con l’andamento dei prezzi negli ultimi cinque anni. Restano fuori sia le zone con performance sotto la media, sia quelle ormai appannaggio solo dei multimilionari in arrivo grazie agli sgravi fiscali.

In testa alla graduatoria c’è Brenta, sud est, a un passo dal temutissimo Corvetto ma anche molto vicino al riqualificatissimo scalo di Porta Romana: il suo indice di interesse è pari a 3,2 e il prezzo medio è di 5.221 euro al metro quadrato, con una crescita del +18,2% negli ultimi cinque anni. Subito dietro arrivano Bligny-Toscana (indice 3,0, 7.004 euro al metro quadrato, +18,4%), Lorenteggio-Giambellino (3,0; 4.758 euro al metro quadrato; +18,4%) e Cinque Giornate-Montenero-Libia (3,0; 7.208 euro al metro quadrato; +16,8%).

Completano la top ten Città Studi e Cà Granda (indice 2,8), Martini-Cuoco e San Vittore-Washington (2,7), Argonne-Corsica (2,5) e Indipendenza-Regina Giovanna (2,4). La media cittadina, intanto, si attesta a 5.184 euro al metro quadrato, con un aumento del +15,5% negli ultimi cinque anni.

Tra le zone più ambite, la crescita più marcata è quella di Città Studi, che negli ultimi cinque anni ha segnato un +29,7% con prezzi medi intorno ai 5.551 euro al metro quadrato. Seguono Cà Granda (+25,0%) e Martini-Cuoco (+24,7%). Più indietro ma comunque in forte aumento anche Indipendenza-Regina Giovanna (+22,6%) e San Vittore-Washington (+19,5%). Non serve un genio del mattone: sono quartieri universitari e un po’ defilati, dove la domanda cresce sia per chi cerca casa per viverci, sia per chi compra per affittare.

Le zone in crescita

Se invece si guardano gli aumenti più forti in assoluto, la mappa cambia e si sposta verso la periferia. In testa c’è Ortles, una volta nota solo per il dormitorio, dove i prezzi sono saliti del +39,6% arrivando a circa 5.111 euro al metro quadrato. L’area sta vivendo una nuova stagione di trasformazioni urbanistiche: lungo l’asse è stata inaugurata la nuova sede di Moncler e si è insediata la scuola internazionale ICS, mentre altri interventi sono in partenza. Anche qui Fondazione Prada e lo Scalo di Porta Romana sono a un passo e si cerca di mantenere l’abbrivio dello slittino olimpico.

Subito dietro spuntano Boffalora-Torretta (+37,4%, 3.791 euro al metro quadrato), Gratosoglio (+37,3%, 3.197 euro al metro quadrato), Affori (+36%, 4.087 euro al metro quadrato) e Naviglio Grande-Barona (+35,8%, 4.887 euro al metro quadrato). Al prossimo giro scommettiamo che metteremo in classifica anche Olmi e Baggio, che con l’apertura delle nuove fermate della Rossa si ripuliranno a festa. D’altronde, una volta, pure Brera era un quartiere malfamato.

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