Lo sappiamo, è incredibile anche per noi questa notizia, ma Milano NON è la città italiana con il clima migliore. Stupiti, eh? Bè sì, in effetti a marzo abbiamo già raggiunto i limiti annuali dello smog, ma vabbè, andiamo oltre e chiediamoci: “dove si vive meglio — e dove decisamente peggio — dal punto di vista climatico in Italia?”
A dare una risposta è l’Indice del clima 2026 del Sole 24 Ore, che ogni anno mette in fila i capoluoghi italiani in base alla qualità del loro clima. La classifica nasce dall’analisi di un intero decennio di dati meteorologici, dal 2015 al 2025, elaborati da 3bmeteo. Non si guarda solo alle ore di sole: l’indagine incrocia quindici indicatori diversi, dalle ondate di calore ai giorni di pioggia, fino alla ventilazione e al livello di umidità. Il risultato è una fotografia piuttosto chiara di come sta cambiando la vivibilità climatica nel nostro Paese.
Le città con il clima migliore in Italia
Se nel 2026 dovessimo puntare il dito su una zona dove il clima resta ancora particolarmente vivibile, la bussola indicherebbe la costa adriatica. Qui diverse città riescono ancora a mantenere un equilibrio climatico piuttosto favorevole, soprattutto grazie alla presenza costante della brezza marina che rende più sopportabili anche le estati più calde.
In cima alla classifica c’è – rullo di tamburi – Bari! Che per il terzo anno consecutivo si conferma la città con il clima migliore d’Italia. Il capoluogo pugliese non vince solo per il numero di giornate di sole: eccelle in ben otto dei quindici indicatori presi in considerazione. Il vero segreto è proprio il vento leggero che soffia dal mare e che aiuta a mitigare l’afa estiva, rendendo il caldo decisamente più sopportabile rispetto ad altre zone del Paese.

La Puglia piazza anche un’altra provincia sul podio: Barletta-Andria-Trani, che conquista il secondo posto. Subito dietro troviamo un gruppo di città adriatiche molto compatto — Pescara, Ancona e Chieti — che beneficiano di un clima piuttosto stabile e di escursioni termiche contenute.
Salendo nella classifica compaiono poi Trieste, città da sempre abituata a convivere con il vento ma anche con temperature abbastanza equilibrate, e Pesaro e Urbino, dove il mix tra mare e colline contribuisce a mantenere un clima piacevole durante gran parte dell’anno.
La sorpresa arriva invece dalla Sicilia: Enna riesce a entrare nella top 10 grazie alla sua altitudine. Qui le temperature restano più fresche rispetto al resto dell’isola e la ventilazione è tra le migliori d’Italia.
Questa la top 10 completa:
- Bari
- Barletta A.T.
- Pescara
- Ancona
- Chieti
- Livorno
- Pesaro e Urbino
- Trieste
- Enna
- Imperia

Le città con il clima peggiore in Italia
Se da una parte ci sono territori dove il clima resta relativamente equilibrato, dall’altra ci sono città dove vivere diventa sempre più complicato dal punto di vista meteorologico. Grazie al cielo, ve lo spoileriamo subito, Milano non è in classifica.
In fondo alla classifica troviamo Carbonia, nel Sud della Sardegna. Qui il problema principale è la combinazione tra temperature molto elevate, umidità alta e un indice di calore che rende le giornate estive particolarmente pesanti.
Situazione complicata anche a Terni, che paga soprattutto le frequenti ondate di calore. Essendo una città dell’entroterra, lontana dal mare, non può contare sulla ventilazione che invece aiuta a raffreddare località costiere come Genova o Savona. Il risultato sono estati spesso difficili da affrontare.
Tra le ultime posizioni compare anche Belluno, ma per motivi opposti. Qui il problema non è il caldo estremo, bensì il freddo e la scarsa esposizione al sole. La città registra quasi venti giorni freddi all’anno e ha uno dei valori più bassi di ore di luce giornaliera: circa 6,8 contro le oltre 9 ore che si registrano in città molto più soleggiate come Agrigento.
Queste le ultime 10 città della graduatoria:
- Mantova
- Ragusa
- Alessandria
- Piacenza
- Cremona
- Asti
- Caserta
- Belluno
- Terni
- Carbonia
Guardando la classifica dell’Indice del clima 2026 emerge quindi una tendenza abbastanza chiara: le città vicino al mare continuano a difendersi meglio dagli estremi meteorologici – ovvietà – mentre molte zone interne fanno più fatica a reggere l’impatto delle ondate di calore o, al contrario, dei periodi più freddi e nuvolosi. Ce lo aspettavamo?
Sì.









