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Alla fine Alfonso Signorini ha lasciato la direzione di Chi: ecco cos’ha detto

Pare che la decisione l'avesse presa da tempo. “Ho cominciato a sentire che il lavoro, tutto quello per cui fino ad allora avevo vissuto, non era più prioritario”.
3 Marzo 2026

Alfonso Signorini lascia la direzione del settimanale Chi. La notizia è arrivata attraverso un lungo editoriale in cui il giornalista ha salutato i lettori spiegando le ragioni della sua scelta. Una decisione che, come ha chiarito lui stesso, è stata condivisa con il Gruppo Mondadori e affonda le radici già nel 2023. Come a dire che Corona non c’entra, ma onesti: ci crediamo poco.

Signorini, 61 anni, è stato direttore responsabile del magazine dal 2006 al 2023, per poi ricoprire il ruolo di direttore editoriale. Nel suo messaggio ha raccontato che qualcosa dentro di lui aveva iniziato a cambiare: “Ho cominciato a sentire che il lavoro, tutto quello per cui fino ad allora avevo vissuto, non era più prioritario”.

La decisione sarebbe maturata nel tempo

Nel suo editoriale, Signorini ha spiegato che il punto di svolta è arrivato dopo la pandemia, che avrebbe modificato profondamente il suo modo di vivere e di percepire la quotidianità. “La pandemia aveva modificato le mie abitudini, la mia quotidianità – ha scritto – era un pensiero sottile, che si era impadronito della mia anima, che rendeva i miei sorrisi, i miei entusiasmi sempre più faticosi e le mie giornate sempre meno colorate”.

Parole che raccontano un malessere interiore, non improvviso ma cresciuto negli anni. Lo stesso direttore ha parlato di una “decisione maturata da tempo”, arrivata comunque dopo l’autosospensione da Mediaset legata al caso mediatico sollevato dal canale YouTube “Falsissimo” di Fabrizio Corona.

Il confronto con Marina Berlusconi

Signorini ha spiegato di aver condiviso questo stato d’animo con l’azienda circa tre anni fa. “Circa tre anni fa, ho trovato il coraggio di condividere questo mio stato d’animo in azienda. Non potevo più tacerlo. Volevo lasciare Chi. Sentivo di avere la forza per cominciare una nuova vita”.

Dal confronto con Marina Berlusconi è nata una soluzione graduale: lasciare la direzione operativa del settimanale a Massimo Borgnis, suo storico collaboratore, mantenendo però la direzione editoriale per non interrompere il legame con il giornale e con i lettori. “Il confronto con Marina Berlusconi, che prima di essere il mio editore è un’amica fraterna, ha portato a trovare una soluzione meno ‘traumatica’: avrei lasciato la direzione di Chi nelle mani del mio storico braccio destro, Massimo Borgnis, per assumere la direzione editoriale, che mi avrebbe consentito di continuare a mantenere uno stretto rapporto con il giornale e con voi affezionatissimi lettori”.

Nonostante questo passaggio intermedio, però, quella voce interiore non si è mai spenta. “Nel corso di questi ultimi tre anni, che sono stati comunque per me costruttivi ed entusiasmanti, quella voce che sentivo dentro di me non aveva mai smesso di parlarmi”.

Nel suo saluto, Signorini ha voluto dedicare parole importanti a Marina Berlusconi, sottolineando la stima e il rapporto personale che li lega. “So che non mi mancheranno le nostre telefonate o i nostri weekend, perché continueremo a farli, ma mi mancheranno la sua lungimiranza, il suo profondo buon senso, anche il suo pragmatismo nel lavoro, che la rendono tanto simile a suo padre. Un uomo unico, Silvio Berlusconi”.

Il messaggio ai lettori

Non poteva mancare un ringraziamento al pubblico che in questi anni ha seguito Chi e i suoi editoriali. “Mi avete seguito con amore, vicinanza, premura. In un cassetto del mio studio conserverò sempre tutte le vostre mail, le vostre lettere, i vostri telegrammi che mi sono arrivati per i giorni più tristi della mia vita, come la morte dei miei genitori, ma anche per quelli più lieti, più semplicemente, per l’apprezzamento dei miei editoriali”.

Nel testo non manca un riferimento, seppur senza nomi espliciti, al caso mediatico che ha coinvolto Fabrizio Corona. Signorini parla di un “mondo meraviglioso da raccontare”, ma anche di “uno squallido sottoscala, per fortuna assai più ristretto, fatto da chi vive ai margini, che si nutre di menzogne e di cattiverie, un sottoscala fatto anche da chi assiste a crimini e calunnie mostruose con un ghigno, una ironia, o peggio ancora con un silenzio che delinque quanto il crimine stesso”.

Poi la promessa di ulteriori chiarimenti: “Avrò modo di spiegarvi meglio tutto quello a cui sto alludendo. Non vedo l’ora di farlo, anche perché il mio rapporto con voi, care lettrici e cari lettori, si è sempre basato sulla chiarezza e l’onestà e difendere la mia professionalità e la mia persona è importante. Ma non è questo il momento giusto”.

Noi siamo già qui con i popcorn.

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