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Giargiana all’arrembaggio della Valle Verzasca: l’incubo delle “Maldive di Milano”

Avete presente quando tutti belli presi dal compiere una buona azione si finisce poi con il fare una colossale figura di m***a? Ecco. Ci dicevano: «voi milanesi non avete il mare» e Marco Capedri aka Capedit, brianzolo, ha pensato bene di sfatare il mito con conseguenze alquanto fantozziane. A 1 ora dalla city ci sono le cosiddette Maldive di Milano, oasi […]

Avete presente quando tutti belli presi dal compiere una buona azione si finisce poi con il fare una colossale figura di m***a? Ecco. Ci dicevano: «voi milanesi non avete il mare» e Marco Capedri aka Capedit, brianzolo, ha pensato bene di sfatare il mito con conseguenze alquanto fantozziane. A 1 ora dalla city ci sono le cosiddette Maldive di Milano, oasi di pace incontaminata in cui rilassarsi senza lo sbatti del fuso. Potevano forse – milanesi, lombardi e non – fautori del weekendino fuori porta, resistere alla tentazione di farci un salto?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le Maldive dietro l’angolo “scoperte” in quel del Canton Ticino – sopra Locarno in Svizzera – dallo youtuber hanno fatto il giro del web e ora, a girare, sono le palle degli abitanti del luogo. La Valle Verzasca infatti, grazie alle 2milioni e più di visualizzazioni e la dicitura sabbie dorate e acque cristalline ringrazia tutti per l’interesse ma invita i gitanti a levare baracche e burattini. O almeno, a contenere entusiasmo e rifiuti. Cose da pazzi, più che posto pazzesco, il paradiso, paragonato al più noto situato nell’arcipelago indiano, sta diventando un vero inferno a cielo aperto strapieno di turisti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Valle più che esclusiva location, si è trasformata in una sorta di Rimini abitata da Giargiana e Brozzoni, il corrispettivo svizzero. Gli abitanti lamentano i continui parcheggi creativi di moto, auto, camper ma soprattutto la quantità industriale di rifiuti abbandonati da questi simpatici villeggianti.

«Questi turisti del mordi e fuggi non hanno rispetto per nulla, dormono in auto, girano seminudi lungo le strade e trasformano la valle in un gabinetto a cielo aperto» afferma un verzaschese alla stampa locale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Insomma, grazie Capedit, ma anche no. Questo è uno dei casi in cui la pubblicità è buona ma sortisce effetti in parte negativi. Roberto Bacciarini, Sindaco di uno dei comuni interessati, Lavertezzo, in un’intervista per Repubblica.it infatti ringrazia Capedit e conclude la vicenda affermando:

«Sì, ci ha fatto una bella pubblicità, però ci farebbe un ulteriore favore se chiedesse ai suoi connazionali di parcheggiare le auto in modo ordinato rispettando le regole del luogo».

Chiede forse troppo?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Credit immagine copertina

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