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Lifestyle
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Breaking News: mi sono iscritto in palestra. La vera notizia però è che ci sto andando con continuità già da un po’. Da un decennio a questa parte tonificare il fisico rientra tra i buoni propositi d’inizio anno, ma già dalla Befana le buone intenzioni scivolavano inesorabilmente verso il fondo della lista dei To do. Allora ho deciso di fregare il sistema e iniziare ad andare in palestra prima. Ho iniziato addirittura a novembre e perciò è già tempo di tracciare un bilancio.

In questi mesi ho visto che con il passare degli anni è cambiato tutto (per non cambiare un cazzo) e, ora come allora, la palestra è un ricettacolo di situazioni e di casi umani degni di essere raccontati.

Il ghetto Crossfit®

Io ricordavo la sala attrezzi come un ritrovo di muscolosi energumeni che facevano a gara a chi ce l’aveva più grosso (il tricipite). Gente che emetteva versi gutturali sollevando un numero di chili degno dei più forzuti muratori bergamaschi. Com’è che questi loschi individui sono spariti per poi magicamente ricomparire negli spogliatoi riuniti in branco? Con i soliti discorsi su allenamenti, integratori e proteine, ovviamente. In pratica, forse per scelta di marketing, hanno deciso di dedicargli alcune salette e dei percorsi dedicati (il Crossfit appunto). Loro sono contenti perché non si mischiano più con i plebei da tapis roulant. Noi – i plebei – pure. Ora è giunto il momento di separare anche gli spogliatoi! Non soffriremo il DISTACCO.

La scheda obbligata

Dunque, se vado in palestra è perché riesco a ritagliarmi un momento per me stesso. Non voglio imposizioni e mi piace andare a ruota libera. Peccato che anche gli allenatori in sala debbano fare finta di guadagnarsi lo stipendio. Tra un broccolaggio e l’altro ci tengono a ricordare che la scheda è una componente fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi. Una sequenza di esercizi imposti dall’alto dell’esperienza del Milf Trainer di turno che te la spiega. Dopo qualche settimana la scheda già scade. Io provo a sbattermene, ma ricevo una serie impressionante di mail che mi ricordano come il rinnovo della scheda faccia parte del costo dell’abbonamento. STA SÜ DE DOSS!

Il personal trainer

In sala i trainer sono un po’ come i medici della mutua: ti becchi quello che capita all’orario che vuole lui. Se però uno paga di più può disporre di un allenatore personale che lo segue in tutto e per tutto. Ora, per qualcuno che ha voglia di parlare forse costa meno di uno psicologo, per le donzelle può anche essere un bel vedere, ma sinceramente non rientra tra le mie priorità  passare il tempo con uno che mi impone il ritmo degli esercizi e magari mi prende pure in giro per la panza o perché non ho la più pallida idea di cosa si faccia sulla panca piana. DE GUSTIBUS!

La APP del fitness

Lo sanno anche gli armadietti che c’è sempre una app da scaricare. Per tutto. Pure la mia palestra ne ha una dove uno può uploadare tutti gli esercizi, e ti viene caldamente raccomandato di farlo. Più ti alleni e più ricevi punti fitness che ti fanno salire di livello. Ad ogni step ti vengono promessi valori inferiori di colesterolo nonché anni in più di vita. Gasatissimo da tutto ciò decido di caricarla. Dopo due settimane sono già al livello oro e tra i primi trenta della palestra. Lì ho capito che a nessuno frega una beata fava della famosa APP.

I discorsi

Ho sentito di tutto. La tizia che racconta al trainer che il ginecologo dopo 12 anni le ha levato la pillola per vedere se il ciclo è ancora regolare. Negli spogliatoi dei maschi poi la maggior parte dei discorsi vertono su aperitivi, ristoranti e mangiate. Giusto perché sono pure a dieta. WELLNESS non fa rima con fitness. O forse sì?

L’armadietto del vicino è sempre più pieno

La legge di Murphy si applica inersorabilmente non appena decido che è l’ora di una bella doccia. Casualmente, anche se sono rimaste solo due persone in tutta la palestra, quelli sono i tizi che han preso l’armadietto vicino al mio. Ciò implica l’attuazione di tattiche di aggiramento per agguantare l’accappatoio e lo shampoo. La sfiga ci vede sempre benissimo!

La prenotazione on line dei corsi 

Ai miei tempi valeva la regola del chi prima arriva meglio alloggia. Se poi rimanevi senza bici da spinning ti attaccavi al bilanciere e tornavi la volta dopo. Ora puoi (anzi devi)  riservare il tuo posto con un comodo clic e presentarti all’ultimo minuto. Ai corsi poi c’è gente cazzuta. I principianti non sono tollerati in quanto rovinano il gruppo. Sapete che vi dico? ADIOS!

Vabbè, l’avete capito, la palestra non è il mio habitat. Però fare un po’ di movimento è indispensabile soprattutto perché la famosa App mi sta dicendo che ho raggiunto il livello oro e che «questo livello di esercizio può aiutarti a perdere sino a 3 kg senza diete», ma anche «prolungare la tua vita di un massimo di 3,3 anni». Ecco, non so se tutto ciò sia vero, ma crederci mi aiuterà per questa volta a non gettare via i soldi dell’abbonamento.

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Il Milanese Imbruttito