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Avete presente l’orda di piccioni in Piazza Duomo? Quelli che planano come una flotta di aerei Alitalia pronti a cagarvi in testa; quei pennuti per cui paghereste 2 euro – al massimo 5 – per relegarli in un altro continente; ecco, se da un lato c’è chi spera l’estinzione, dall’altro c’è chi viaggia per poter trovare l’esemplare perfetto.

Per chi non lo sapesse, in Europa e in Cina le gare di piccioni sono di grandissima tendenza. Un po’ come le lotte clandestine tra galline in Ucraina, o come le lotte parlamentari in Italia, esiste davvero gente a questo mondo disposta a spendere cifre da Chiara Ferragni per accaparrarsi il piccione più veloce e resistente.

In Belgio c’è la Pipa Pidgeon Paradise, una casa d’aste fondata per la vendita specializzata di piccioni da gara; ed è proprio in questo paradiso di penne e malattie aviarie che è stato comprato Armando, il piccione da oltre un milione di euro. Il compratore, un magnate cinese con gli stessi sogni di Ash Ketchum nella cattura del Pokémon leggendario, ha scelto Armando per il suo grandissimo senso dell’orientamento, oltre alla velocità, la forza alare e la resistenza alla fatica della corsa.

Armando è infatti conosciuto come il Lewis Hamilton dei piccioni, per le sue immense qualità innate e, nondimeno, le sue vantate vittorie in cinque anni di vita. La cifra sborsata per l’uccello ha lasciato esterrefatto anche l’allevatore belga Joel Vershoot: «Nemmeno nelle nostre previsioni più ottimistiche avevamo mai sperato in un prezzo del genere – ha detto al Guardian – pensavamo di raggiungere al massimo 400mila euro».

Facciamo che quest’estate abbandoniamo l’idea di aprire un chiringuito a Zanzibar e andiamo ad allevare piccioni in Belgio. Anche prima di quest’estate. 

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