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Chiara Ferragni alla Pinacoteca Ambrosiana per la riapertura: anche Milano punta sull’effetto influencer per l’arte

Ogni tanto il termine influencer viene usato in modo appropriato e non per indicare qualche gasato (o gasata, l’istess) che finge di bere tazzone di tisane detox. Sua Maestà Chiara Ferragni, la nostra social queen, sta dimostrando che su Instagram ogni tanto è bello raccontare altro oltre ad outfit e ricette. Tipo la cultura, l’arte. […]

Ogni tanto il termine influencer viene usato in modo appropriato e non per indicare qualche gasato (o gasata, l’istess) che finge di bere tazzone di tisane detox. Sua Maestà Chiara Ferragni, la nostra social queen, sta dimostrando che su Instagram ogni tanto è bello raccontare altro oltre ad outfit e ricette. Tipo la cultura, l’arte. Roba di spessore.

L’occasione è stata la riapertura della Pinacoteca Ambrosiana, che permette di visionare capolavori di autori come Leonardo da Vinci, Caravaggio, Raffaello Sanzio, Bramantino, Bernardino Luini e Botticelli. Ufficialmente la riapertura è prevista per giovedì 11 febbraio e, almeno all’inizio, si potrà andare a fare un giro solo il giovedì, dalle 14 alle 18. Anche la Pinacoteca, come già gli Uffizi di Firenze, ha così deciso di puntare sull’effetto traino di Chiarona nazionale per attirare visitatori.

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L’influencer ha visitato le sale di Piazza Pio XI giovedì 4 febbraio insieme a Filippo Cosmelli di IF Experience, come testimoniato prontamente sul suo profilo Ig. Ci sta. Ci sarà sempre chi storcerà il naso di fronte all’accostamento influencer e luoghi d’arte, ma ehi, siamo nel 2021. Evolviamoci. Anzi, se l’arte diventa una moda da seguire, che problema c’è? Il fatturato ringrazia.

Quindi, se volete fare come Chiara, partite anche voi dalla Sala Federiciana, dove sono esposti il Musico e i disegni del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci. Poi Peristilio e al primo piano, ad ammirare il Cartone preparatorio della Scuola di Atene di Raffaello. Poi tappa obbligata alla Canestra di frutta di Caravaggio. Grande classico. Infine si chiude alla sala della Rosa, per curiosare tra manoscritti preziosi. Figo no? Dai allora, smartphone alla mano e tutti alla Pinacoteca a spararci i selfie con Caravaggio.

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