Skip to content
La Gen Z è stufa delle app di incontri: tornano di moda speed date e incontri live / Darren Aronofsky crea la prima serie fatta con l’AI, e parte la polemica / Lo smart working riduce anche le emissioni di CO2, ma alle aziende non interessa / Pasticcerie che vanno, pasticcerie che vengono: chiude la storica Fugazza, apre La Mary / Presentati a Milano robot umanoidi che sanno servire, ballare e pulire VIDEO / Zitto zitto, lo sapete quanto guadagna Luini, il king del panzerotto? 5,5 milioni all’anno / Lavorare da casa come in ufficio: 5 idee top per arredare la tua postazione di smart working / Elon Musk cambia rotta: prima di andare su Marte bisogna costruire una città sulla Luna / Vi sblocchiamo uno sbatti: siamo esattamente ad 85 secondi dall’Apocalisse / Non va alle feste aziendali e lo licenziano: azienda costretta a risarcirlo di 500K / La Gen Z è stufa delle app di incontri: tornano di moda speed date e incontri live / Darren Aronofsky crea la prima serie fatta con l’AI, e parte la polemica / Lo smart working riduce anche le emissioni di CO2, ma alle aziende non interessa / Pasticcerie che vanno, pasticcerie che vengono: chiude la storica Fugazza, apre La Mary / Presentati a Milano robot umanoidi che sanno servire, ballare e pulire VIDEO / Zitto zitto, lo sapete quanto guadagna Luini, il king del panzerotto? 5,5 milioni all’anno / Lavorare da casa come in ufficio: 5 idee top per arredare la tua postazione di smart working / Elon Musk cambia rotta: prima di andare su Marte bisogna costruire una città sulla Luna / Vi sblocchiamo uno sbatti: siamo esattamente ad 85 secondi dall’Apocalisse / Non va alle feste aziendali e lo licenziano: azienda costretta a risarcirlo di 500K
CONDIVIDI:
Link copiato!

Se la tua gallery fotografica è un campo di battaglia, hai urgente bisogno di un photo manager

La professione del photo manager, che sta prendendo sempre più piede Oltreoceano, consiste in soldoni nell'organizzare, selezionare, cancellare e catalogare gli scatti presenti sui device

Accumulatori seriali di scatti, non temete. A salvarvi dalla fossa che vi state scavando a badilate di selfie e fotografie assolutamente identiche, in cui a cambiare non è né l’angolazione né l’espressione da pesce lesso, ci pensa il photo manager: la figura professionale che sta prendendo piede negli USA e di cui non sapevate di avere bisogno.

Riordinare la galleria del telefono è proprio una bella gatta da pelare e se non ne avete mezza di scegliere o cancellare le valanghe di foto che vi ritrovate, c’è chi lo farà volentieri al posto vostro per 125 dollari l’ora.

Una famiglia di quattro persone, per esempio, ha spiegato la photo manager francese con base a New York Isabelle Dervaux, realizza in media 5mila foto l’anno. Di tutti questi ritratti, selfie, meme, screen, video – e chi né ha più né metta – solo una minima percentuale è utile, salvabile, decente e accettabile. Il risultato è un accumulo di materiale inutile che si limiterà a occupare memoria dei dispositivi senza mai vedere la luce del sole (o dei social).

La professione del photo manager consiste, in soldoni, nell’organizzare, selezionare, cancellare e catalogare gli scatti presenti sui device, oltre che suggerire ai clienti sistemi di backup, aiutandoli anche nella digitalizzazione delle stampe e nella progettazione di fotolibri, video e siti.

Sul sito The Photo Manager viene raccontato per filo e per segno le skills che necessita un vero e proprio direttore delle foto: dedizione, metodo e soprattutto una buona dose di cinismo. Questo perché, come ha spiegato la stessa Dervaux al NewYorker, “Quando ti poni come obiettivo di ridurre una galleria di 5000 foto a un ordinato archivio di mille immagini devi essere spietato. Mostra solo il meglio. Il processo di scelta delle foto è un processo di selezione delle emozioni. Ma quando quelle emozioni ci riguardano direttamente, non è facile essere spietati: una mamma non si deciderà mai a eliminare una foto del proprio bambino, nonostante nell’immagine ci sia anche un bidone della spazzatura o il piede di qualcuno con dei brutti sandali”. Quanti di voi si sono ritrovati nella situazione descritta?

Il photo manager solitamente lavora a contatto con il cliente, in modo da rispettarne la privacy ed evitare spiacevoli situazioni. L’obiettivo finale è trasformarlo in un bimbo grande, in grado di far pulizia da solo nelle proprie raccolte fotografiche; non scattare centomila foto da eliminare in seguito nel tentativo di immortalare il momento perfetto; non documentare ogni secondo della propria esistenza ma imparare a selezionare i momenti davvero importanti.

“Quando si ha un figlio piccolo, ad esempio, ogni foto sembra importante, ma tra vent’anni si vorranno solo le migliori”, conclude la donna. Su questo punto, siamo sicuri che i Ferragnez dissentano fortemente.

CONDIVIDI:
Link copiato!