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Boom di mamme over 40: in Italia fanno più figli delle under 25

Finalmente non rompono le p**** solo a noi madri italiane. Anche negli Stati Uniti si sono accorte che forse aspettare a fare figli non è un delitto...
3 Dicembre 2025

Negli Stati Uniti, per la prima volta, le mamme over 40 superano quelle under 20. Un sorpasso che riscrive la demografia occidentale e manda in soffitta decenni di convinzioni sulla “giusta età” per diventare genitori. Soprattutto, un cambio di passo che rende meno strana la tendenza che da anni si registra in Italia: aspettare a fare il primo figlio.

A dare una sveglia sulla situazione sono i dati del National Center for Health Statistics, versione 2023: l’età fertile Oltreoceano, alimentata da scienza, tecnica e una buona dose di ostinazione, ha deciso di estendersi un po’ più avanti. E se prima fare un figlio a 40 sembrava un gesto molto eroico o molto incosciente, oggi viene quasi trattato come l’upgrade di una carriera: più tardi, con più esperienza… e magari con un embrione congelato da dieci anni.

Nelle cliniche americane specializzate l’età media dei pazienti ormai non scandalizza più nessuno. A New York ci sono centri dove la metà delle donne in trattamento supera i 45 anni e non si batte ciglio (eh certo, con quel che pagano!). La cronaca è piena di storie di embrioni “ibernati” nel secolo scorso che tornano a nuova vita nel presente, come se la biologia avesse deciso di farsi aiutare dalla chimica per riscrivere le regole del tempo.

L’Italia: stessa direzione, accento diverso

E poi c’è l’Italia, che si muove nella stessa direzione, magari per motivi diversi. Nel grande quadro del declino demografico — una delle nostre specialità nazionali — spunta una cifra che vale più di un titolo: nel 2024 i bambini nati da madri over 40 hanno superato quelli nati da under 25. Istat alla mano: 34.254 contro 29.262.

Non è solo una statistica, è un intero modello sociale che si sposta più avanti nel calendario: la genitorialità arriva tardi perché tutto il resto — casa, lavoro stabile, stipendio decente, relazione solida — arriva tardi. A volte troppo. Infatti, mentre la maternità si sposta sempre più avanti, il numero dei bambini scende sempre più in basso. È un Paese che non solo fa figli tardi: ne fa proprio pochi. E il risultato è un’Italia che sembra vivere in perenne modalità “rimandiamo a domani”.

PMA: il pilota automatico della maternità

La Procreazione Medicalmente Assistita è, ovviamente, una delle protagoniste della storia. In Italia, però, la situazione ha un suo fascino particolare: l’età media delle pazienti che usano i propri ovociti è 36,7 anni, tra le più alte in Europa; chi ricorre a ovociti donati arriva a 41,9 anni.

E il Registro europeo è chiarissimo: oltre l’80% delle italiane in PMA ha almeno 40 anni. In confronto, Svezia e Francia sembrano due Paesi di adolescenti (17,2% e 21,9% rispettivamente). Il punto non è tanto la tecnologia: è che la vita ci mette così tanto ad assestarsi che molte donne finiscono per fare un figlio quando ormai hanno già fatto tutto il resto.

Naturalmente il resto del mondo non segue lo stesso ritmo. Mentre in Occidente si parla di “inverno demografico”, l’Africa vola verso l’estate: 1,5 miliardi di abitanti oggi, potenzialmente 4 miliardi entro la fine del secolo. Ricorderò sempre con una certa vergogna lo sguardo sconvolto di una ventenne Maasai che – con tre o quattro figli attorno – mi chiese come mai a 50 anni io avessi sono due figli, e per giunta ancora bambini. Una crescita che non nasce dal caso, ma dal miglioramento delle condizioni di vita, della sanità, della salute infantile. È come se la Terra vivesse due stagioni diverse: una che aspetta e riflette, l’altra che cresce a una velocità impressionante.

Il boom delle mamme over 40 non parla solo di biologia: parla del mondo che le circonda. Delle tutele che non ci sono, dei tempi del lavoro che si mangiano tutto, delle scelte di vita che richiedono anni per consolidarsi. Non è più questione di “quando” diventare genitori, ma di che condizioni materiali, economiche e sociali permettono di farlo. E oggi questa differenza decide chi può permettersi un figlio e chi, invece, rinuncia.

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