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Era ora: finalmente Milano avrà la prima statua pubblicata dedicata a una donna, Cristina Trivulzio di Belgiojoso

Su 121 statue in città, nessuna finora era stata dedicata a una figura femminile.

Milano sta per erigere la statua di una donna. Questa non dovrebbe essere una notizia clamorosa, ma, ahinoi, lo è, perché si tratta della prima. Su 121 statue in città, nessuna finora era stata dedicata a una figura femminile storica, e sì che ne avremmo pure tante tra le quali scegliere. Un piccolo grande passo, però, è stato fatto e presto potremo ammirare il primo monumento dedicato a un’Imbruttita.

L’onore è stato dato a Cristina Trivulzio di Belgiojoso, patriota, giornalista e scrittrice italiana che partecipò attivamente al Risorgimento. Nata a Milano il 28 giugno 1808 e morta sempre a Milano, il 5 luglio 1871. Una tosta, Cristina: principessa, rivoluzionaria, patriota costretta all’esilio a Parigi, ma anche anima dei salotti culturali, imprenditrice. Cristina era avanti, e la sua vita privata lo dimostra: al posto dei soliti matrimoni combinati scelse lei chi sposare, ma quando lui la tradì lo lasciò senza pensarci due volte, alla faccia dello scandalo.

Ebbe una figlia, Maria, di cui non si è mai saputo davvero chi fosse il padre. Qualcuno sosteneva fosse il frutto di un rapporto occasionale con il marito, altri che fosse figlia del suo grande amore, François Mignet, figlio di un fabbro. Cristina, nella sua vita, si spese tanto in favore dei più poveri: creò un asilo, riducendo significativamente il tasso di analfabetismo tra i bambini. E poi anche “Una scuola elementare per ragazzi e ragazze, una scuola professionale femminile e una scuola di tecnica agraria maschile, dei laboratori artigianali per pittori, rilegatori, restauratori”. 

Insomma, una storia che merita di essere conosciuta, quella della principessa. E adesso, a 150 anni dalla sua scomparsa, la Fondazione Brivio Sforza ha commissionato, con il patrocinio del Comune e in collaborazione con l’Impresa culturale creativa le Dimore del Quartetto, una statua in bronzo a grandezza naturale che riproduce le fattezze di questa eroina del passato, espressione di una femminilità moderna. Per vederla in tutto il suo splendore dovremo aspettare il 15 settembre, quando svetterà in piazza Belgiojoso, a fianco dell’omonimo palazzo dove si sposò.

“Più che una commemorazione, un punto di partenza per un più ampio riconoscimento collettivo dell’azione femminile nella storia – ha dichiarato Alessandro Brivio Sforza – Cristina, l’ereditiera più ricca d’Italia, rinunciò al suo patrimonio per diventare carbonara e patriota, sfidò l’Austria e la sua polizia, tenne rapporti con Mazzini e Cavour, organizzò una spedizione da Napoli a sostegno delle Cinque Giornate di Milano. In esilio per sopravvivere accettò i lavori più umili, e quando riebbe il suo patrimonio lo impiegò a sostegno delle sue idee riformatrici, protosocialiste, per costruire a Locate Triulzi asili per le donne operaie, organizzare mense in fabbrica e assistenza sanitaria gratuita”.

“Quando ho appreso che nella mia Milano non c’è nessuna statua dedicata a una donna sono trasalito – ha commenta il sindaco Beppe Sala – Mi è sembrato incredibile che non ci fosse un segno tangibile del contribuito fondamentale delle donne alla storia della nostra città. È per questo che, da subito, ho dato tutto il mio sostegno al progetto di una statua per Cristina Trivulzio di Belgiojoso. Donna colta, determinata e intraprendente, che riassume bene lo spirito di Milano. La sua statua renderà in tutti i sensi migliore la nostra città, sarà occasione per fermarci e pensare ai ritardi ancora oggi da scontare nel percorso verso la reale parità di genere“.

Il 5 luglio, giorno della morte di Cristina Trivulzio di Belgiojoso, si inizierà con le celebrazioni, volte a far scoprire ai milanesi i luoghi della sua vita, dal castello di Locate Triulzi a quello di Masino, da villa Belgiojoso Brivio Sforza di Merate al palazzo Belgiojoso di Milano. E speriamo che la principessa patriota si faccia portatrice di una nuova rivoluzione, che porti le donne della storia e della cultura ad avere il riconoscimento che meritano. Sperem.

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