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Figata! In Corso Buenos Aires apre Swappami, il primo negozio in cui si paga con il baratto

Il 1 luglio in Corso Buenos Aires, corte interna al civico 23, aprirà SwappaMi, il primo negozio in cui si paga con il baratto. Vi basterà portare vestiti, accessori, giocattoli e oggetti che non usate più.

Buone notizie per tutti gli Imbruttiti shopping addicted con troppo poco spazio nel guardaroba. Finalmente una buona ragione per liberarvi di quell’inutile giaccone che sta facendo la polvere nell’armadio o dell’orrido portaritratti che vi ha regalato la vostra prozia a Natale. Come? Con il baratto. Yesss. 

Baratto fa immediatamente pensare ai libri di scuola, alla prima forma storica di scambio commerciale dei popoli primitivi. E invece… invece è una figata. Tu ti liberi di un capo o un oggetto che non usi o che ti fa cagare e in cambio ti porti a casa qualcosa che ti sta benissimo o che sta benissimo sulla tua mensola. E allora prendete nota: corso Buenos Aires, corte interna al civico 23. Qui il 1 luglio aprirà SwappaMi, il primo negozio in cui si paga con il baratto. 

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Iniziate ad aprire l’armadio, la credenza, il baule, la cantina e raccogliete un po’ di catanai che non usate o di abiti che non vi stanno più. Vanno bene vestiti, accessori, giocattoli, ma anche libri, pezzi di elettronica o di arredamento. “Gli interessati potranno recarsi presso i nostri negozi per portare gli oggetti di cui si vogliono sbarazzare, a patto che siano in ottimo stato, e per ognuno di questi gli daremo una sorta di valore economico tradotto in pillole – ha raccontato a Repubblica Serena Luglio, ideatrice del progetto – In base alle pillole raccolte, si potrà poi scegliere un altro prodotto da portare a casa direttamente in sede oppure online, usando l’app Swapush“.

Non fate i barboni e non presentatevi con robaccia zozza o mezza rotta. E nemmeno cazzatine invendibili. “Accoglieremo tutto, in base alla condizione degli oggetti e alla loro dimensione in relazione allo spazio disponibile – ha precisato Luglio – Però niente effetto discarica: il soprammobile della gondola veneziana non sarebbe ad esempio una tipologia di prodotto che vorremmo vendere”. Inoltre, “chi sceglierà gli oggetti desiderati in sede potrà subito portarli via con sé mentre chi li ordinerà online, potrà inviare un fattorino a ritirare il tutto in attesa di organizzare un servizio di spedizioni”.

E no, le pillole non sono quelle di Matrix. Sono un simbolo del valore del prodotto in questione. “In pratica una pillola corrisponde a un euro e quante pillole vale l’oggetto dipende dal suo stato – ha precisato Serena Luglio – Chi ha donato una cosa che vale meno dell’oggetto che gli piace, potrà comunque accumulare pillole portando altri articoli in negozio, oppure li potrà caricare direttamente sull’app e scambiarli con gli utenti iscritti“. Easy. E se non siete della zona, sappiate che l’8 luglio ne aprirà un altro, al 93 di Ripa di Porta Ticinese. Che dite, diamo un’occhio all’armadio?

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