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E anche questo 2021 ce lo siamo (quasi) tolto dai coglioni: gli auguri Imbruttiti di fine anno

Come ogni fine anno raccogliamo "pillole" dei dodici mesi appena trascorsi per lasciare ai posteri notizia di quanto erano pirla i loro avi. Da gustare per tradizione beneaugurante come le lenticchie a Capodanno.

Rieccoci, puntuali come i botti di fine anno. Un giro di calendar rapidissimo e siamo di nuovo qui a commentare il meglio del peggio degli ultimi 365 giorni. Il nostro modo di farvi gli auguri e di tenere traccia per i posteri di quanto erano pirla i loro avi.

Tutto è cominciato con un cane e un papillon…ehm no..con un assalto al Congresso degli Stati Uniti d’America.

Quando abbiamo visto le immagini di un ciapàratt travestito da vichingo al Campidoglio forse già dovevamo capire che la residua fiducia sulla sopravvivenza del genere umano era mal riposta. Soprattuto era l’indizio che il 2021 non sarebbe stato solo rose e fiori. In realtà non ci abbiamo badato più di tanto. Dopo un 2020 di emme eravamo tutti lì pronti a scattare sui blocchi di partenza, come Marcell Jacobs (nome che ai tempi ci suonava molto più simile a un noto brand di moda rispetto a un centometrista veloce come il vento).

Insomma, la nostra Speranza era una sola: voltare pagina, il più in fretta possibile. La realtà è stata ben altra cosa: giusto due bacetti senza lingua a San Valentino e sino a maggio abbiamo bivaccato tra zone rosse e coprifuoco. Tutti Zitti e Buoni, come il brano trionfante nella prima edizione del festival di Sanremo senza il pubblico in sala all’Ariston.

Il rock ‘n’ roll ci ha aiutato, ma non ha affatto cancellato lo sbatti della pandemia che è stata, è e sarà il ritornello dell’informazione, martellante a tutte le ore del giorno e della notte. In realtà siamo talmente sovraccarichi di input che il sistema cerebrale è andato in crash totaleDue maroni, anche perché le dosi di vaccino saranno molte più di un paio. Gli hub dove si siringa erano quasi spariti, ma ora (ri)spuntano come i funghi nel boschetto di Rogoredo. 

Pazienza. Noi Imbruttiti brontoliamo, smadonniamo, ci scaldiamo, ma poi ci mettiamo diligentemente in coda per fare il nostro dovere. Green pass salvato come salvaschermo dello smartphone, perché non c’è tempo da perdere. Salute è fatturato!

Già, perché il PIL ha ricominciato a correre. Come dire abbiamo risolto un bel problema, ma poi ce ne restano Mille. Tipo che è aumentato tutto figa. La benza, il gas e pure la michetta. Costa tutto di più e i K a disposizione sono sempre gli stessi. Inflazione galoppante, così dicono dalle parti della Bocconi. 

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A onor del vero bisogna dire che nel 2021 gli italici cavalli di razza hanno vinto di tutto. Gli Europei di calcio, un botto di medaglie alle Olimpiadi di Tokyo, l’Eurovision Song Contest (sempre i Maneskin), un premio Nobel per la Fisica e pure il campionato mondiale di pasticceria.  Mentre noi, imbottigliati nel traffico, ragioniamo sulla sottile differenza tra Courma e Cormano, la bergamasca Sofia Goggia trascina la valanga azzurra in incredibili successi nello sci alpino. Quante occasioni per sbocciare!

A pochi passi dagli ori e anche dai lustrini della stracommentata serie sulla vita dei Ferragnez c’è poi un mondo sommerso dal quale spesso, talvolta involontariamente, ci voltiamo con disgusto. Il mondo degli ultimi che dormono per strada e che il Comune cerca di indirizzare verso un posto (e un pasto) caldo sgomberando i tunnel nei pressi della Centrale. 

In mezzo ci siamo noi, la stragrande maggioranza silenziosa che ha più sbatti che follower. Quei pirla qualsiasi che perdono la dignità (o banalmente finiscono in quarantena) durante una delle ennemila feste natalizie aziendali. Quelli che è tutto urgente e bisogna spingere l’asticella sempre un po’ più in alto. Quelli che studiano, lavorano si impegnano e sbagliano ogni giorno, ma che alla fine portano avanti la baracca. Soprattutto quelli che sognano un giorno di entrare in office urlando Mollo tutto e apro un chiringuito!

Oh Imbruttiti, vediamoci al cinema per gli auguri. A voi e famiglia chiaramente.
 

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