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Te vist, l’Arco della Pace è diventato il primo monumento del Metaverso

Il collettivo internazionale Ouchhh ha infatti creato una copia virtuale dell'arco trionfale con il nome di AI DATAPORTAL_ARCH OF LIGHT.

E niente, non fai in tempo a varcare la soglia del nuovo anno che ti ritrovi con l’Arco della Pace nel Metaverso. Una frase che ai più sembrerà fantascienza, come se il monumento meneghino si stesse ritrovando improvvisamente a galleggire nel bel mezzo di un mondo parallelo, tipo Matrix. Oh, che poi non è che ci andiamo troppo lontano. Il Metaverso è uno spazio virtuale in cui ogni utente possiede un proprio avatar che fa cose, vede gente e spende bitgrana. Ebbene, in questa realtà virtuale è sbarcato anche uno dei simboli di Milano, primo fra tutti i monumenti del mondo ad avere una trasposizione nel Metaverso. Il collettivo internazionale Ouchhh ha infatti creato una copia virtuale dell’arco trionfale con il nome di AI DATAPORTAL_ARCH OF LIGHT. Ok.

Tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022, Ouchhh ha rivestito “L’Arco della pace con un’innovativa data sculpture a 360°, trasformando uno dei monumenti simbolo del capoluogo lombardo in un’opera d’arte immersiva – si legge in una nota di Reasoned Art, che ha curato l’iniziativa – AI Dataportal_Arch of Light diventerà un Nft, rendendo l’Arco il primo monumento al mondo mai entrato nel Metaverso”. Una figata, qualsiasi cosa significhi. “L’operazione, realizzata in collaborazione con la Soprintendenza Abap di Milano e con il patrocinio del comune, è nata con l’intento di avvolgere l’Arco della Pace in un abbraccio di luce con un sottotesto molto potente: l’innovazione non è nemica della tradizione, bensì una complice appassionata e fedele”, hanno spiegato ancora i curatori. 

arco_della_pace_milano.jpg

In pratica sull’Arco, “Tramite un flusso di immagini generate da un sistema di intelligenza artificiale”, è stata creata “Una seconda pelle in continua trasformazione che ha raccontato la storia del nostro Paese attraverso la reinterpretazione di oltre 20mila opere d’arte, di oltre 320 artisti, che appartengono ai più svariati movimenti artistici, dall’arte bizantina all’arte contemporanea italiana”. E poi “All’interno dell’opera sono inclusi i dati annuali della mappa del firmamento italiano raccolti dalla Nasa e tutto il nostro patrimonio letterario digitalizzato, appartenente a un arco temporale di oltre 1700 anni”. 

L’opera sarà poi trasformata in NFT (che per dirla breve sono Non-fungible token, certificati di proprietà su opere digitali) inserendosi in un progetto di valorizzazione del patrimonio culturale italiano. Il ricavato sarà infatti utilizzato per creare uno spazio educativo di riflessione e sperimentazione sui temi di arte digitale, scienza e tecnologia. Il programma è pensato a beneficio di giovani artisti, curatori e appassionati d’arte a cui saranno destinate borse di studio. Giulio Bozzo, CEO & Founder di Reasoned Art commenta così l’evento. “Siamo orgogliosi di collaborare con Ouchhh Studio a un progetto rivoluzionario che unisce il patrimonio artistico italiano a un’opera d’arte digitale. Una connessione tra tradizione e innovazione”. Bè dai, bello. Cioè, è una roba super nerd, ma figa.

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