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La portineria più instagrammata al mondo? Ovviamente è a Milano

La location in questione è in corso Sempione 33: è la "Lama bianca", il Palazzo Ina disegnato dall'architetto Piero Bottoni negli anni Cinquanta e diventato negli ultimi anni il set prediletto dagli scimmiati di Ig.

Instagrammers, se siete stufi di farvi foto davanti allo specchio vi spariamo una info che vi piacerà. A Milano c’è una portineria talmente figa da essere considerata la più Instagrammabile al mondo. Certo, una bella rottura di balle per i residenti che si ritrovano gente a ogni ora e in ogni posa a farsi immortalare. Ma that’s it, è il prezzo della fama. La location in questione è in corso Sempione 33: è la Lama bianca, il Palazzo Ina disegnato dall’architetto Piero Bottoni. Quello che, per intenderci, ha progettato il Monte Stella e il Qt8.

Se nella palette della gallery avere i colori rosa e blu, allora siete a cavallo. Se poi amate le geometrie, non c’è posto migliore di questo per spararsi un centinaio di scatti. La fama del Lama Bianca è iniziata nel marzo del 2017, quando l’editore tedesco Taschen ha pubblicato il libro Entryways of Milan (Ingessi di Milano) con 140 ingressi della City disegnati da altrettanti archistar del Novecento. Un punto di riferimento tanto per gli amanti dell’architettura, quanto per gli scimmiati di Instagram, che hanno iniziato a fare tappa in questi ingressi special per arricchire i loro feed. Tra tutti, il successo maggiore l’ha ottenuto proprio la portineria del Bottoni. Va che bellina.

La Lama Bianca meritam, eh. Si tratta di un palazzo del filone razionalista disegnato dal Buttons negli anni Cinquanta, che si sviluppa su diciannove piani residenziali. Talmente prezioso che alcuni prof di architettura al Politecnico hanno lanciato un appello affinché venga dichiarato di interesse culturale. Un vincolo che, nel caso, eviterebbe ai condomini, attraverso il superbonus, di approvare lavori di coibentazione con cappotto termico e sostituzione del rivestimento. “Il valore culturale unico di quest’opera si esplicita nella complessità dei temi che affronta. La storia dell’urbanistica e dell’architettura moderna trova in questo edificio una sperimentazione eccezionale, dove il ruolo della costruzione in altezza diventa occasione concreta di una caratterizzazione del paesaggio urbano, memore della sperimentazione della Milano Verde razionalista”, si legge nell’appello.

L’atrio è davvero delizioso. Il Bottoni voleva trasformarlo in una promenade parallela a quella che avrebbe dovuto essere una nuova traversa di corso Sempione ma che non fu mai realizzata. Soffitto a stucco veneziano rosa, pavimento in palladiana di marmo di Carrara, pareti composte da tessere rosa cipria e blu cobalto. Un set orgasmatico per qualunque Instagrammer, decisamente.

Foto in cover tratta dal profilo Instagram @astridmlgr

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