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Donne, zero sbatti di allenarvi? Potrebbe essere colpa della ‘fitspiration’

Imbruttite, vi capiamo. Ma chi c’ha voglia di andare ad alzare pesi in palestra o a morire sul tapis roulant con 40° gradi? È vero, la costanza è importante quando si tratta di allenarsi, ma ci sono fattori – come il caldo – che a volte rendono il tutto insostenibile. Ma fate attenzione, Imbruttie: se […]

Imbruttite, vi capiamo. Ma chi c’ha voglia di andare ad alzare pesi in palestra o a morire sul tapis roulant con 40° gradi? È vero, la costanza è importante quando si tratta di allenarsi, ma ci sono fattori – come il caldo – che a volte rendono il tutto insostenibile. Ma fate attenzione, Imbruttie: se qualche volta non c’avete proprio lo sbatti di alzarvi dal divano per andare a faticare, potrebbe essere colpa della fitspiration. E che cos’è? È presto detto.

La fitspiration è un trend nato, manco a dirlo, su Instagram ed esploso su Tik Tok, che raffigura corpi di donne super-atletiche nell’atto di allenarsi o semplicemente mentre sfoggiano mini-top super attillati. Un po’ come a dire provate a essere così anche voi. Solo che in tante, invece di motivarsi, vanno in sbatti e decidono al contrario di non muovere un muscolo ma di crogiolarsi nella propria insoddisfazione. E a cascata arrivano altri problemi, che nei casi più gravi possono trasformarsi addirittura in disturbi alimentari. Insomma, che i social facciano male alle menti un po’ più fragili era bello che risaputo.

A confermare la storia è intervenuta la scrittrice e filosofa Maura Gancitano, autrice del libro Specchio delle mie brame. La prigione della bellezza: “Nel mondo del fitness sui social si punta molto sulla crescita personale. Le persone vengono invitate a pensare a come saranno in futuro secondo la triade ormai nota di peccato, redenzione e salvezza. L’attività fisica è lo strumento di redenzione e che in futuro garantirà la salvezza. Ma in realtà il meccanismo non funziona perché provoca un senso di colpa enorme che, ormai è chiaro, non ci fa agire di più né ci fa agire meglio. Al contrario, innesca un circolo vizioso che ci spinge ancora di più a detestare noi stessi e a immobilizzarci”.

E infatti una ricerca condotta da Eva Pila e Madeline Wood del Body Image and Health Lab alla Western University ha confermato che guardare contenuti social con canoni corporei inclusivi ci sprona ad allenarci di più. E per motivi migliori, non solo per cercare la forma fisica perfetta da ultra-top-model. 797 donne di età compresa tra i 18 e i 30 anni hanno partecipato al test, osservando sia i post della tipica fitspiration e poi quelli tipici della body positive, che ritraggono donne con costituzioni fisiche di vario tipo. Poco da dire: nel secondo caso, si è riscontrata una propensione ad allenarsi per motivi di salute/benessere, e non solo per meri standard estetici.

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