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Figa che svolta! Il nuovo dizionario Treccani introduce la forma femminile delle professioni, come “notaia” e “medica”

Una bella svolta, che risponde a quel cambiamento socio-culturale ormai in atto da tempo e che necessita di parole con una maggiore inclusività. Ogni definizione avrà sia la forma maschile che quella femminile, in ordine alfabetico, e verranno registrati nomi di professioni che mai erano stati indicati al femminile.

Raga, il Treccani s’è fatto l’upgrade e ci è diventato super inclusivo. Una svolta storica: l’edizione 2022 del celebre dizionario, infatti, ha aperto le porte alle forme femminili di nomi e aggettivi, solitamente registrati solo al maschile. Esempio: i nomi come medico o avvocato o soldato sono stati sostituiti da medica, medico, avvocata, avvocato, soldata, soldato. Sono solo tre esempi eh, ma tutto il dizionario è così. Gatta, gatto, notaia, notaio e via dicendo. Una bella svolta, che risponde a quel cambiamento socio-culturale ormai in atto da tempo e che necessita di parole con una maggiore inclusività. Giusto per intenderci: nei dizionari italiani pubblicati fino a oggi, infatti, la maggior parte dei nomi o degli aggettivi femminili non compaiono come voci, oppure compaiono ma con il riferimento al termine maschile (tipo “allegra, femminile singolare di allegro”). 

L’edizione 2022 del dizionario accende i riflettori su un argomento attualissimo e di grande interesse sociale, che riguarda importanti questioni di parità e diritti. Una rivoluzione che riflette e fissa su carta la necessità e l’urgenza di un cambiamento che promuova l’inclusività e la parità di genere, a partire dalla lingua”, si legge sul sito ufficiale della Treccani. A firmare il progetto, Valeria Della Valle e Giuseppe Patota, a cui va il merito di aver aperto le danze di una vera rivoluzione linguistica. Ogni parola avrà quindi sia la forma maschile che quella femminile, in ordine alfabetico. Tipo bella, bello, adatta, adatto, simpatica, simpatico. E per la prima volta, come anticipato, sono stati registrati dei nomi di professioni che mai erano stati indicati al femminile: notaia, chirurga, medica, soldata, ministra. Un modo per dare spazio e dignità anche ai femminili di molte professioni che, pur esistendo, fanno fatica ad affermarsi nel linguaggio comune. “Se suonano male o sembrano brutte è solo perché sono usate poco”, ha fatto notare Della Valle, interpellata dal Corriere. E ocio perché pure la parola casalinga, prima inserita solo al femminile, adesso verrà indicata anche al maschile: casalingo. Era ora, figa!

I cambiamenti della new Treccani non finiscono qui. Anche gli esempi utilizzati per definire le parole del dizionario sono mutati, svecchiandosi da certe immagini ormai polverosissime e superate. “Per eliminare anche gli stereotipi di genere,  secondo i quali a cucinare o a stirare è immancabilmente la donna, mentre a dirigere un ufficio o a leggere un quotidiano è puntualmente l’uomo, Treccani propone nuovi esempi di utilizzo e contestualizzazione ed evidenzia il carattere offensivo di tutte le parole e di tutti i modi di dire che possono essere lesivi della dignità di ogni persona”. Altra novità riguarda la sostituzione della parola uomini per indicare gli esseri umani in generale, quindi anche le donne. La new Treccani a ‘sto giro ha preferito utilizzare esseri umani, persone.

Top, bravi. Una bella apertura anche verso il mondo dei più giovani, visto che si è dato spazio anche a numerosi termini ricorrenti nei testi scolastici e universitari, ma si è anche favorito l’inserimento di molti esempi presi direttamente dalla rete, dai blog o dalle reti sociali. “Attenta anche la selezione dei neologismi accolti, focalizzata su quei nuovi termini che descrivono il mondo attuale e che sono effettivamente diventati parte del linguaggio comune, come Covid-19, DAD, distanziamento sociale, lockdown, smart working, termoscanner e transfobia”. A essere inseriti anche termini di stretta attualità, come reddito di cittadinanza, revenge porn, rider e terrapiattismo. La conclusione di Della Valle è perentoria: “Le altre case editrici dovranno tenere conto di quello che abbiamo fatto. Indietro non si può più tornare“. Amen!

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